Focus Palermo: work in progress, si cerca ancora il primo gol stagionale

Rosanero ancora alla ricerca di una precisa identità tattica

di Filippo Abbondandolo, @filippoabb

Dopo lo stop forzato di mercoledì, l’Avellino torna in campo contro il Palermo. La difficile trasferta in terra siciliana sarà un banco di prova importante per le ambizioni dei lupi, al cospetto di una formazione destinata ad essere protagonista fino alla fine nel girone C di Serie C.

Salutato velocemente l’inferno chiamato Serie D, il Palermo vuole continuare ad essere protagonista anche al piano superiore. La strada per tornare ai fasti di un tempo (Serie A, Europa) è lunga e tortuosa, ma il nuovo progetto rosanero è intrigante e destinato a regalare soddisfazioni. Dimostrazione di ciò la scelta di affidare la panchina a Roberto Boscaglia (classe 1968), tecnico sceso dalla B dopo il positivo biennio vissuto alla guida della Virtus Entella. Un tecnico top per la categoria che vuole provare a centrare, nella sua amata Sicilia, la terza promozione in B dopo quelle ottenute alla guida di Trapani (2012-2013) ed Entella (2018-2019). Intrecciando magari altri duelli mozzafiato con i lupi come quelli vissuti qualche anno fa, quando lui era alla guida dei granata e quando sulla panchina biancoverde sedeva Massimo Rastelli.

Le prime due giornate di campionato hanno evidenziato come il Palermo, pur annoverando tra le proprie fila nomi di spessore, sia ancora una squadra in costruzione. Testimonianza di ciò anche il cambio di modulo operato da Boscaglia (dal 4-2-3-1 al 3-5-2) nelle sfide contro Teramo e Ternana. Tra infortuni e mercato, i rosanero non hanno ancora una loro precisa identità tattica. Nella sfida di mercoledì agli umbri di Lucarelli sono comunque emerse cose positive e miglioramenti rispetto al meritato ko maturato contro Mungo e compagni alla prima giornata. Contro le Fere Somma e compagni hanno fatto vedere buona organizzazione e capacità di soffrire, dimostrando anche di avere le giuste armi per poter colpire in fase offensiva.

Ancora alla ricerca del primo gol stagionale, Boscaglia spera di poter ritrovare alla svelta la vena realizzativa dell’attaccante Andrea Saraniti (classe 1988), tornato a casa (è nativo di Palermo) durante la sessione estiva di calciomercato dopo aver contribuito con 3 reti alla promozione in B del Vicenza. Quel Vicenza che l’anno scorso lo aveva soffiato proprio ai lupi, con Di Somma che aveva dovuto alzare bandiera bianca a causa dei numerosi problemi della società biancoverde di allora. Ad aiutare Saraniti nell’intento dovrebbe essere ancora il giovane scuola Torino Nicola Rauti (classe 2000, autore di una buona prova in quel di Terni), ma occhio anche a Mamadou Kanoute (classe 1993). Il senegalese ha fatto male ai lupi l’anno scorso (con la maglia del Catanzaro) e potrebbe mettere in difficoltà la difesa biancoverde con la sua velocità. Sia dall’inizio che a gara in corso.

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