Ancora tanto equilibrio nel massimo campionato di pallacanestro nazionale. A memoria, era da almeno un paio di lustri che la squadra (o in questo caso le squadre) in testa non avessero perso già due incontri a questo punto della stagione. Ben 6 vittorie esterne su 8 incontri testimoniano, probabilmente, una prima spaccatura di classifica, ma i cambiamenti in graduatoria, in un campionato tanto livellato, sono all’ordine della giornata. L’unico dato che sembra rispecchiare i pronostici riguarda proprio una delle due capoliste: l’Olimpia Milano, infatti, sembra aver trovato la quadratura del cerchio e dopo gli iniziali balbettii, sembra viaggiare spedita su tutti i fronti in cui è impegnata. Le vittorie consecutive (su territorio nazionale)sono ormai arrivate a 6 e, al momento, non sembra ci siano (come è giusto che sia visti gli investimenti) squadre attrezzate per impensierire il cammino dei Campioni d’Italia. Domenica scorsa vittoria abbastanza comoda a Roma: il 68-79 finale ha in calce le firme dei colpi di mercato di Brooks (17) e Kleiza (16) armati dai 7 assist di Ragland, mentre per l’Acea, che sta vedendo sfumare le Final Eight, si salvano Gibson (19) e Stipcevic (16). A braccetto con l’Olimpia si rivede la Reyer che si rialza subito dopo la sconfitta interna subita contro Reggio Emilia. Gli orogranata, nell’anticipo di mezzogiorno, sbancano il Pianella 73-77, contro una Cantù che può essere tranquillamente considerata una delle delusioni del campionato: Recalcati ritrova i suoi leader Phil Goss (20 punti e 7 assist) e Hrvoje Peric (19 e 9 rimbalzi), mentre a Sacripanti non basta il solito Johnson Odom da 23 punti (con 5 assist) e i 17 (più 6 rimbalzi) di DaQuean Jones. Si ferma la corsa di Reggio Emilia sconfitta nel posticipo a Sassari, in quello che era sicuramente il big match di giornata. I sardi si portano a 2 punti dal terzo posto e, soprattutto, ritrovano la vittoria dopo 3 scoppole consecutive, la fine della bella esperienza in Eurolega, e un’infinità di cambiamenti al roster. Nell’ 87-74 finale si rivede il miglior Dyson della stagione (25 e 9 assist) oltre al solito Lawal (18 e 12 rimbalzi). Il ritorno di Diener al PalaSerradimigni (11 per lui) non porta fortuna ai reggiani, nelle cui fila solo Taylor si dimostra all’altezza (17 e 8 rimbalzi). Insieme a Sassari a quota 14 continua il cammino di Brindisi (vittoria 78-73 in volata su Capo d’Orlando con Mays autore di 22 punti) e, soprattutto, Trento che vince di autorità a Pesaro 57-76. Davvero splendido, fino ad ora, il cammino della neopromossa, che vince anche senza il suo faro Tony Mitchell, dominando i quarti centrali con un eloquente parziale di 38-17. I 19 (con 8 rimbalzi) di capitan Pascolo e i 14 di Baldi Rossi sono i punti italiani contro cui sbatte una Pesaro a cui non bastano i 19 di Ross. Gli ultimi posti per l’accesso alla FInal Eight sono occupati, a quota 12, dalla Scandone e da un ancora ottima Cremona che sbanca Bologna alla fine di un match condotto dall’inizio alla fine. Il 32-47 di fine primo tempo fa da prologo al 70-83 finale, con ben 5 uomini in doppia cifra (Hayes con 20 il top scorer) ben orchestrati da un Vitali da 16 e 7 assist. La Granarolo ritrova Ray (22) ma non la vittoria. Caos totale invece a Caserta, dove l’undicesima sconfitta consecutiva (contro Varese per 78-82) è costata la panchina a Markovski (subentrato a Molin dopo 5 giornate). La società (anche senza GM dopo le dimissioni di Atripaldi) ha deciso di affidare la guida tecnica al vecchio cuore casertano Vincenzo Esposito, come ultima scossa per invertire la rotta. Scelta quantomeno azzardata visto che, non meno di due giorni prima all’ombra della Reggia, erano arrivati Avramov e Capin gli ultimi due acquisti richiesti dal coach macedone. Tornando al match, i soliti 27 punti di Young si confermavano loosing effort per i bianconeri che pagavano anche l’espulsione per doppio tecnico di Ivanov. Varese ne approfittava, vincendo la terza gara di fila e rilanciandosi in chiave Coppa Italia, grazie ai 25 di Dean.






