Obiettivi e numeri: la Scandone è lì dove vuole essere

Passato il primo terzo di stagione, è tempo di fare un primo, sommario, bilancio di quello che è stato, fino ad ora, il cammino dei lupi nel loro 15imo anno consecutivo in massima serie. Il bilancio di 5 vittorie e altrettante sconfitte mantiene la Scandone esattamente dove voleva essere a questo punto del campionato. Qualche rimpianto c’è, inutile girarci intorno, ma in un’ipotetica tabella di marcia (e conoscendo bene coach Vitucci sappiamo quanto le detesta) i biancoverdi sono in media per raggiungere le Final Eight, il primo obiettivo stagionale (al momento ottavo posto in classifica). Nonostante un inizio a rilento, dovuto ad un calendario molto complesso, i lupi hanno giocato alla pari con tutte le squadre fin qui affrontate, riuscendo a vestire, a seconda dell’avversario di turno, i panni della “provinciale” (vedi Milano) e quelli della favorita (vedi Capo d’Orlando). Non sono mancati i passaggi a vuoto, inevitabili per una squadra del tutto nuova oltre che “appesantita” dalle due settimane di ritardo della preparazione, ma il roster capitanato da Daniele Cavaliero è di livello, ha margini di crescita (soprattutto mentali, ma anche tecnici) importanti e tanta voglia di fare bene. Ed è proprio il capitano triestino il termometro del gruppo, quello sempre positivo, il vero leader empatico. Quando ognuno dei suoi compagni riuscirà a portare la propria lunghezza d’onda emotiva su quella del numero 10 allora si potrà alzare l’asticella. In attacco, il vero problema per coach Vitucci e il suo staff sono le palle perse: la Scandone è prima nella speciale classifica con oltre 17 turnovers di media, su circa 62 possessi a partita. In parole povere, fino ad ora, i biancoverdi perdono in media, un pallone ogni 3.64 volte giocano un’azione in attacco. Dal punto di vista offensivo, è l’unica voce decisamente negativa di una squadra che, quando riesce a prendere ritmo, smazza oltre 15 assist di media (5° in tutto il campionato)e ha la 7° miglior percentuale nel tiro da 2 (51.3 %). Da oltre l’arco la Scandone non tira benissimo (32%), ma ha il minor numero di tentativi di tutto il campionato (ad esempio Roma ha la stessa percentuale dei lupi, ma con 10 tentativi in più di media): l’attacco dei lupi, perciò, tende ad essere più bilanciato e meno dipendente dal tiro da 3. Infatti, oltre alla presenza in area di Anosike, la capacità di Hanga e Gaines di attaccare il ferro sta pagando dividendi importanti, riscattati sotto forma di liberi tentati (ben 194, quinto dato in tutta la serie A) che, però, non sempre sono convertiti in punti (71% scarso dalla lunetta).Tirando le somme, un attacco abbastanza equilibrato, che segna oltre 75 punti a partita, ma perfettibile limando palle perse e percentuali dalla linea della carità. Se l’attacco biancoverde può crescere, la difesa sembra già a buon punto. Le prove superlative per intensità e applicazione contro Milano e Roma, fanno passare in secondo piano l’orrendo primo tempo di Bologna (e siamo d’accordo con il coach che il problema all’Unipol Arena, più che difensivo, sia stato di approccio alla gara). Anosike e Hanga sono l’asse su cui si poggia tutta la fase difensiva dei lupi che sono la quarta migliore squadra del campionato per punti subiti (74 di media), la quinta per rimbalzi offensivi concessi (meno di 10 a partita) e la sesta per palle recuperate (quasi 8 a partita). Il centro nigeriano, anche se non è un grandissimo stoppatore, occupa l’area con la sua mole, mentre l’ala ungherese, oltre alle braccia lunghissime, ha istinti difensivi paurosi che gli permettono di capire il gioco con due passaggi di anticipo (e anche per questo che gli Spurs lo hanno messo nel mirino). I due, insieme alla voglia matta di Cavaliero di non andare sotto contro nessuno, sono i punti cardine dai quali non può prescindere la metà campo difensiva biancoverde. Non ci stancheremo mai di sottolinearlo: i numeri, nella pallacanestro, sono importanti, ma non vincono le partite. Per quello servono i giocatori, con le loro capacità, la loro rabbia, la loro voglia di andare oltre: quando si sono viste tutte queste cose i lupi hanno azzannato e non hanno più mollato la preda. L’unica strada da seguire è questa e sembra che la direzione sia quella giusta.

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