Quando piove grandina. Un’espressione che non vuole solo rappresentare le avverse condizioni meteorologiche di questi giorni ma anche la crisi di risultati che non accenna ad arrestarsi per la Sidigas Avellino che raccoglie la quinta sconfitta di fila per 76-79 contro l’Acqua Vitasnella Cantù trascinata dai 15 punti di James Feldeine, la seconda tra le mura amiche nel 2015 con un finale simile a quanto già assistito contro Varese. “Sindaco ti abbiamo proclamato, ora è scaduto il tuo mandato. Dimettiti”. L’incipit della gara è all’insegna di un messaggio forte e chiaro verso coach Vitucci, ritenuto il maggiore responsabile della crisi di risultati vissuta dai biancoverdi. Partenza lanciata dei locali che volano immediatamente sul 5-0 dopo poco più di 2’, parziale interamente firmato da Adam Hanga. Priva di Gentile, Sacripanti, out per un problema muscolare, lancia nello starting five il giovane Laganà. Gli ospiti si rimettono in carreggiata col loro leader, Darius Johnson – Odom che risponde alla precedente tripla di Gaines. La Scandone appare convinta in attacco e Harper insacca la terza bomba per i biancoverdi (13-6) che dimenticano in difesa Buva che va ad inchiodare il tredicesimo punto per i brianzoli a chiusura di un break di 4-7 (17-13 al 5’). Da un fallo antisportivo subìto da Hanga la Scandone prova la fuga con una serie di recuperi che la spingono sino al + 9 in due rapide circostanze: la prima con Banks e allo scadere con la bimane di Harper. Scalda la mano in avvio di seconda frazione James Feldeine che ricuce parzialmente il divario con quattro punti personali. Dall’altra parte Avellino colleziona due errori e un paio di perse che riaprono completamente il match (30-30) col gioco da tre punti chiuso da Abass. Una boccata d’ossigeno la regala Banks andando a realizzare in una selva di maglie biancoblu. Il jumper di Cavaliero restituisce le quattro lunghezze di divario che verranno annullate dai cinque punti di Jones che consentono a Cantù di mettere la freccia del sorpasso al 15’ (34-35). La Sidigas soffre e non poco a metterla dentro con Banks l’unico dei lupi a cui lo spirito d’iniziativa non manca. L’Acqua Vitasnella getta al vento un paio di palloni che fanno imbestialire lo stesso Sacripanti, divorando una ghiotta chance a cui pongono rimedio i due tiri liberi di Shermadini. La partita s’imbruttisce con le due formazioni che sporcano visibilmente le rispettive percentuali di tiro, smarrendo pericolosamente la via del ferro. Il parziale del secondo quarto è emblematico: 9-19. Avellino chiuderà con 3/14 al tiro al rientro per l’intervallo e in svantaggio di un punto (39-40), punita da Laganà dai 6,75 metri. Torna a farsi sentire Adam Hanga che dall’arco riporta in avanti la Sidigas ma a controbattergli è Feldeine col suo ottavo punto della serata. I continui strappi tentati da Anosike e soci vengono puntualmente ricuciti: è il caso del semigancio di Eric Williams, uno dei due ex del match insieme a Gaines. Zona del campo in cui si fatica e non poco. Ci vuole il talento di Hanga e la tripla di Harper dal lato per dar vigore ad un team costretto a subire l’ennesimo pari firmato Johnson – Odom (49-49) al 26’. E’ ancora l’ex guardia dei Los Angeles Lakers a metterci lo zampino nell’ennesimo sorpasso sul 52-55, coadiuvato dal connazionale Feldeine che non perdona dalla linea della carità. Vitucci ordina la zone press ai suoi ma Odom taglia come il burro la difesa e manda a schiacciare Shermadini, facendo scattare il campanello di allarme al suono della penultima sirena: 58-59. Cantù è in striscia aperta e Abass non si fa pregare due volte a gonfiare la retina da tre punti. Gli risponde pan per focaccia Cavaliero (61-63 al 32’). La prodezza del cestista triestino non nasconde le palesi difficoltà di impostazione della Sidigas che pecca di eccessivo egoismo vista anche la decisione dello staff tecnico di lasciare contemporaneamente in panchina Gaines e Cadougan. Nel frattempo l’Acqua Vitasnella prende le misure ad una Scandone in evidente stato confusionario: il lay-up di Abass (62-67) induce Vitucci al timeout con le tribune del PaladelMauro che non risparmiano fischi ma anche applausi dinanzi ad un Cavaliero che si carica la squadra sulle spalle, tenendo aperte le speranze di rimonta con una tripla di tabella a fil di 24”. La precisione di Anosike dalla lunetta riapre l’incontro (69-69) ma Shermadini e Odom zittiscono dopo pochi secondi i duemila presenti nell’impianto di contrada Zoccolari. Banks pesca il quinto fallo di Williams e la Scandone fa sentire il fiato sul collo a Cantù (74-76). La freddezza di Abass e l’errore di Cavaliero mettono l’ipoteca sul match che allunga la crisi in casa Sidigas Avellino.






