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Sidigas, l’analisi: Thomas è una certezza ma la difesa è ancora da migliorare

sidigas - cantù..Un terzo quarto incoraggiante. Una serata da horror al tiro da tre punti (3/24). Una sconfitta che riporta coi piedi per terra la Sidigas Avellino, reduce da tre vittorie consecutive.

La gara contro l’Acqua Vitasnella Cantù segna un leggero passo indietro per la formazione allenata coach Frank Vitucci che nel post gara ha riconosciuto come l’avversario abbia meritato ampiamente di vincere, dimostrando una superiorità sia dal punto di vista fisico, sia nel maggior tonnellaggio che alla loro abilità nel mantener un livello costante di gioco grazie all’esperienza europea.

Il 13/24 dall’arco e la differenza di chili sotto le plance sono apparse le differenze più evidenti nella scontro tra campani e brianzoli. Per la prima volta quest’anno la coppia Ivanov – Thomas ha pagato dazio contro uno sfidante che ha dominato col trio Marconato – Cusin – Uter, non tanto in termini di numeri quanto a livello di presenza in area. I giganti biancoverdi, infatti, hanno catturato in due sedici carambole contro le quindici del trio di Sacripanti. Ma la differenza l’ha fatta l’energia e la presenza (oltre ai centimetri) dei lunghi biancoblu, a cominciare dall’ingresso di Uter che nella prima frazione ha permesso a Cantù di contenere il tentativo di rientro della Sidigas. La mossa di schierare contemporaneamente le torri gemelle Cusin – Marconato, passato e presente della Nazionale azzurra, ha consegnato le chiavi del match all’Acqua Vitasnella, obbligando Avellino a soluzioni offensive prettamente perimetrali e a ricercare delle alternative (se ne sono viste poche in realtà) ai giochi a due tra Lakovic o Spinelli coi lunghi di turno, in particolare Ivanov – Thomas. Quest’ultimo è risultato essere l’unica spina nel fianco nella difesa lombarda nei primi minuti del terzo quarto quando tre schiacciate in rapida sequenza hanno dato l’illusione di poter riaprire il match e messo in luce qualche leggera crepa del pacchetto arretrato canturino.

sidigas -cantùA togliere le castagne dal fuoco per i ragazzi del presidente Cremascoli c’ha pensato l’Mvp di serata Stefano Gentile, la cui serata da urlo apre la questione del reparto guardie biancoverdi, visibilmente in affanno nel contenere le avanzate del regista di Maddaloni che per il secondo anno i fila sbanca da avversario e protagonista il PaladelMauro: il 30 dicembre 2012 in maglia Juve Caserta guida ad un insperato successo al tempo supplementare i bianconeri. In quella serata a battagliare col figlio di “Nandokan” era stato Valerio Spinelli (chiuse con 20 punti). Domenica, invece, il capitano della Scandone non ha dato quel cambio di ritmo come accaduto, al contrario, nel match vinto contro la Cimberio Varese. Al regista puteolano bisogna riconoscergli l’attenuante della carta identità, il cui peso si è avvertito nella metà campo difensiva in cui l’ex Pompea Napoli si è visto battere troppe volte in 1vs 1 da Gentile, favorito da aiuti difensivi avversari scattati in ritardo.  Per uno Spinelli in ombra, c’è un Lakovic che, come ha riconosciuto Vitucci nel post gara, è sembrato molto più reattivo sui tendini ed ha cercato di caricarsi la squadra sulle spalle, senza limitarsi al tiro da tre punti (solo due tentativi effettuati) ma preferendo attaccare il ferro e coinvolgere i compagni sulle linee di passaggio come Jarvis Hayes. L’ex Wizards è stato artefice di una partita dai due volti. Avvio col botto (suo il canestro nel primo quarto del 12-9), una schiacciata da poster, una conclusione  nell’anonimato con soli 2’ sul parquet nell’ultimo quarto. Ma una certezza: lo spostamento nel ruolo di ala piccola titolare ha restituito a Vitucci un giocatore motivato e messo in condizione di poter esprimere al meglio il suo potenziale offensivo, fatto di tiro da tre punti, killer instinct dai cinque metri ed efficacia nei raddoppi in difesa. Il match contro l’Acqua Vitasnella Cantù mette dietro la lavagna il titolare e la riserva. Parliamo di Daniele Cavaliero e Je’kel Foster. Il primo ha collezionato numeri da incubo nella sua specialità, il tiro dai 6,75 metri. Il suo 0/6 conferma la serata – no della guardia triestina i cui mancati punti in attacco hanno fatto valere il proprio peso nel momento in cui Avellino non riusciva a pungere coi suoi lunghi. Ed anche in 1vs1 l’ex Fortitudo non è stato di certo agevolato dalla buona sorte, andando più volte a sbattere contro   il muro difensivo eretto da Sacripanti. Nella lista dei rimandati c’è anche Foster. L’ultimo arrivato nelle fila irpine è ancora un oggetto misterioso. La sua duttilità è fuori dubbio ma dal nativo di Natchez ci si aspetta maggiore incisività e responsabilizzazione all’interno di un sistema che fa dell’intensità e del ritmo due importanti chiavi di gioco. Il derby di domenica a Caserta potrebbe essere la giusta occasione di riscatto. Per Foster e la Sidigas. Col desiderio playoff da continuare a coltivare.


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