Sidigas, una stagione maledetta dagli infortuni

Che quella in atto non sia la stagione da tutti pronosticata è ormai evidente a tutti, tifosi e non. Tuttavia, il feeling che sta contraddistinguendo la Sidigas Avellino con gli infortuni non è da considerarsi un aspetto del tutto secondario. La si può chiamare in mille modi diversi: maledizione, sfortuna o dea bendata avversaria dei colori biancoverdi. Ma il bollettino settimanale dall’infermeria è divenuta una spiacevole abitudine con cui deve fare i conti lo staff tecnico della Scandone, in primis coach Frank Vitucci. L’ex trainer di Varese mai avrebbe immaginato un’annata segnata da tanti forfait dal punto di vista fisico da parte dei suoi giocatori. L’indisponibilità ad entrare in campo contro la Granarolo Bologna di Jaka Lakovic e Paul Biligha è l’ultima tappa di un lungo percorso ad ostacoli cominciato da inizio stagione, nel corso della preparazione pre-campionato. Il primo cestista biancoverde a dare forfait è stato Nikola Dragovic. Già nel ritiro di Bormio la tanto discussa ala montenegrina s’è dovuta fermare sette giorni a causa di problemi alla caviglia. La stessa zona del corpo che nelle ultime settimane lo sta fortemente limitando negli allenamenti al punto che lo stesso Vitucci, nel fare il punto della situazione prima del match contro i felsinei, descrisse la situazione dell’ex Ucla come «peggiore rispetto a quella di Lakovic». Lo stesso regista sloveno è rimasto seduto in panchina domenica scorsa, bloccato da una contrattura muscolare patita nella vittoria contro l’Umana Reyer Venezia. Le non eccellenti condizioni fisiche del nativo di Lubiana hanno condizionato e non poco, la stagione disputata fino a questo momento dal club di contrada Zoccolari che tanto aveva puntato su questo atleta che il prossimo 9 luglio taglierà il traguardo delle trentasei primavere. Le fatiche post Europeo; il poco tempo a disposizione per recuperare a cavallo dei mesi di settembre ed ottobre; i problemi ai tendini hanno portato Lakovic a disputare un torneo al di sotto delle attese in cui si è visto a sprazzi la cristallina classe dell’ex giocatore del Barcellona. Non è stato esente da infortuni Kaloyan Ivanov, costretto ad alzare bandiera lo scorso 13 ottobre al debutto contro la Victoria Libertas Pesaro per un forte colpo subìto alla mano al punto da spingere il suo allenatore a non rischiarlo. Il bulgaro è uscito poi malconcio dal palaEstra di Siena per via di uno scontro fortuito di gioco in cui ad avere la peggio è stato il suo ginocchio destro. Continui fastidi ai tendini hanno tormentato, invece, il cammino di capitan Valerio Spinelli da questa settimana a questa parte. E non è un mistero che lo “scugnizzo” di Pozzuoli sia uno dei cestisti costretto a dover lavorare a parte o ad allenarsi a ritmo ridotto per far si che possa esser arruolabile al momento della palla a due. Difficile è stata la stagione anche per Paul Biligha, divisa tra voci di mercato, tanta panchina e per l’appunto infortuni che lo hanno obbligato a saltare un raduno della Nazionale nel mese di gennaio, vittima di una fascite sotto sottocalcaneare destra e di una distrazione peroneo-astralgico posteriore. Di problemi alla mano ne sa qualcosa Taquan Dean, uno degli epurati da coach Vitucci e dalla dirigenza insieme a Jeremy Richardson. La guardia di Red Bank si è fatta conoscere alla piazza irpina anche da questo punto di vista. A cominciare dalla lacerazione del legamento al polso della mano sinistra nel febbraio 2012. Ma già un anno prima, sempre in canotta Air, l’ex Biella aveva saltato dieci gare nel girone di ritorno per un fastidio al polso. E qualche mese fa (dicembre) la non convocazione nella partita casalinga contro Cremona e gli zero minuti giocati nel ko con la Montepaschi Siena per un fastidio alla mano destra. Acciacchi e influenze completano il tutto. Andando indietro col tempo si ricordano la pubalgia che tormentò l’avventura avellinese di Ramel Curry, le due ernie al disco di Jason Capel e l’infortunio al piede occorso a Brent Darby (annata 2006/2007). Più recenti la rottura del legamento crociato del ginocchio destro di Chevon Troutman il 25 gennaio 2011 contro la Benetton Treviso. Tra recuperi e riti scaramantici la Scandone conta di svuotare l’infermeria in tempo utile per la trasferta di Brindisi. Incrociando le dita che sia l’ultima volta per quest’anno. (Davide Baselice)

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