Incredibile Sidigas Avellino; ancora una volta tutto rimandato alla gara di ritorno

Incredibile Sidigas Avellino; ancora una volta tutto rimandato alla gara di ritorno

Il canestro della Juventus Utena a 1 secondo dalla fine strozza in gola l’urlo della vittoria ai biancoverdi; come già accaduto nell’andata degli ottavi, la partita della Sidigas Avellino finisce in parità, senza supplementari

di Federico Contrada, @federicocontra6

Sembra una barzelletta, ma quest’anno la Sidigas Avellino è veramente capace di tutto, nel bene e nel male; il clamoroso pareggio in trasferta a Utena (Lituania), infatti, ha replicato il precedente “draw” ottenuto nella gara del 7 marzo al Paladelmauro contro lo Tsmoki Minsk. Il 77 pari con il quale si è conclusa la gara di andata dei quarti di finale di Europe Cup fa dunque il paio con il risultato dell’andata degli ottavi; sostanziale tuttavia è la differenza sul come è maturato questo insolito esito: se la prima volta fu una Sidigas veramente brutta, che si era trovata sempre in svantaggio per poi recuperare negli ultimi minuti, oggi i biancoverdi hanno giocato una discreta partita, dando più volte l’impressione di poter vincere.

Le recriminazioni in casa Sidigas dunque si sprecano, soprattutto se si pensa agli ultimi istanti di questa avvincente partita. Sul +2 di vantaggio a soli 36 secondi dalla fine, dopo un canestro di Leunen, i padroni di casa erano costretti a segnare; il tiro sbagliato da sotto creava confusione al rimbalzo, dal quale però con tenacia Utena guadagnava una rimessa dal fondo, quando mancavano soli 14 secondi. Sarebbe bastata una buona difesa, magari anche spendendo un fallo( in questo modo Avellino poteva avere qualche secondo per l’ultimo attacco), ma l’azione è finita nel peggiore dei modi per i biancoverdi: non è arrivato l’aiuto a “Martino” che stava 1vs1 contro Buterlevicius (un esterno più veloce di lui) e così il numero 13 lituano ha realizzato comodamente da sotto, quando mancavano meno di 2 secondi alla fine; veniva così  vanificato ogni tentativo di imbastire l’ultima azione. Il coach italiano Sacripanti ha chiamato un time-out, che forse avrebbe anche potuto evitare, dato che Leunen e Scrubb avevano confezionato una rapida rimessa da fondo a difesa non schierata; ma tant’è, considerando che ci sarà una gara di ritorno al Paladelmauro, anche la differenza di due punti a vantaggio degli irpini sarebbe stata comunque poca cosa.

Come nella gara a Varese, Avellino ha sofferto nel primo quarto, per merito della efficace zona applicata dalla Juventus Utena. Inoltre una difesa morbida, soprattutto dentro l’area, ha consentito ai lituani di trovare comodi appoggi da sotto canestro, permettendo loro un vantaggio di 7 punti al decimo minuto (21-14). Sacripanti ha comunque trovato buoni aggiustamenti a questa situazione critica, e nel secondo quarto, pertanto, la sua squadra ha cambiato passo;  correndo  più degli avversari e difendendo finalmente bene, la Sidigas è rientrata in partita andando all’intervallo lungo sul +2 (36-38). L’energia di  Scrubb e Fitipaldo ha dato una sterzata alla partita di Avellino: i due esterni confezionavano bei canestri, tra cui due triple dell’uruguayano e un contropiede finalizzato dal canadese su assist dello stesso Fitipaldo. In palla anche Fesenko (7 punti e 4 rimbalzi nei primi due quarti) alle prese con avversari comunque temibili, come l’ala forte Korniienko (15 punti e 10 rimbalzi in totale, quasi tutti nei primi venti minuti)  ed il gigante Kupsas, che con i suoi 2 metri e 17 riusciva a reggere la fisicità del centro biancoverde; questi, tuttavia, dimostrava ancora una volta di essere un fattore nella metà campo offensiva, pur concedendo qualcosa nella metà campo difensiva.

L’asse Scrubb-Fesenko si rivelava subito efficace in avvio di ripresa; l’ucraino macinava punti (chiuderà a quota 15, ma il dato significativo è il suo plus-minus di +14, segno che ha inciso tantissimo nel gioco di squadra) mentre il numero 11 eseguiva alla perfezione il suo dovere su entrambi i lati del campo.Ma i cestisti che salivano in cattedra in quel frangente erano sicuramente Wells e Kenny Gaines; l’americano in biancoverde  realizzanva molti canestri in penetrazione, mentre quello in biancorosso iniziava a non sbagliare più nessun tiro, segnando anche da tre; questi due atleti sono stati i migliori marcatori delle rispettive squadre, rispettivamente con 17 e 18 punti segnati. Il cestista con la casacca numero 1 biancoverde  si è confermato ottimo attaccante, e finalmente sta mostrando anche un buon approccio anche alle partite fuori casa; ma è comunque ancora lontano dall’essere efficace anche in difesa.

Il 60 pari con il quale si concludeva il 3° quarto faceva sì che l’ultimo periodo fosse una sorta di supplementare; Rich e Leunen hanno provato a fare la differenza, ma stavolta il cestista della Florida non ha sempre effettuato le giuste scelte; ha rifiutato un tiro apertissimo da tre per andare in penetrazione (e perdere palla), per poi successivamente tentare la fortuna dall’arco dei 6,75, nonostante la mano in faccia dell’avversario; risultato: zero punti ed una palla persa. Da Jason Rich ci si aspetta sempre un qualcosa in più della sua ormai abituale doppia cifra(11 punti oggi).  Il Capitano, invece, ha finalmente sfoderato una prova ai suoi livelli, realizzando 9 punti( di cui 4 negli ultimi due minuti, che stavano per consegnare ai suoi la vittoria), smazzando 8 assist e mettendo a referto un ottimo 19 di valutazione, che purtroppo non sono bastati per espugnare il palazzetto lituano.

Al di là di episodi e recriminazioni, quel che ormai è una costante della Sidigas Avellino è la sua assoluta imprevedibilità; una squadra che regala sempre sorprese, assolutamente incapace di “ammazzare” le partite pur essendo spesso abile a ribaltarne l’inerzia, e soprattutto troppo spesso arrivata al pareggio nei 40 minuti regolamentari. Non è assolutamente una casualità, infatti, che la truppa allenata da Sacripanti abbia disputato ben 7 volte i supplementari da inizio stagione, al quale si aggiungono le due gare effettivamente pareggiate in Coppa. Nessuno, nemmeno i  giocatori o l’allenatore, forse, può sapere esattamente di cosa si tratta; avrà sicuramente a che fare con l’aspetto psicologico. Ciò che però, a lungo andare, preoccupa è la tenuta fisica: giocare per 7 volte i supplementari equivale quasi a disputare una partita in più.  Consumare adesso così tante energie fisiche potrebbe significare pagare dazio a maggio, quando la stagione emetterà i suoi verdetti; sarebbe un vero peccato arrivare “spompati” quando le partite saranno decisive.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy