Ragland è di un altro pianeta: la Sidigas fa valere la legge del PaladelMauro, Venezia al tappeto

Ragland è di un altro pianeta: la Sidigas fa valere la legge del PaladelMauro, Venezia al tappeto

In gara 3 la Scandone si riporta in vantaggio nella serie trascinata dal regista di West Springfield

di Davide Baselice, @davidebaselice

Ritorna in vantaggio nella serie la Sidigas Avellino che in gara 3 di semifinale playoff, la prima al PaladelMauro, travolge l’Umana Reyer Venezia e conserva la propria imbattibilità casalinga nella post season. Uno scatenato Joe Ragland eguaglia il suo record stagionale di punti iscrivendo a referto ben 33 punti, seguito dai 21 di Logan. Secondo tempo di marca biancoverde che si porta vantaggio 2-1. Per la Scandone arriva anche la prima affermazione casalinga stagionale contro la compagine di patron Brugnaro.

1° QUARTO – Quintetto identico come in gara 2 per Venezia che conferma Batista mentre Sacripanti lancia immediatamente  Fesenko nello starting five. Il catino di contrada Zoccolari si trasforma in una bolgia quando gli ospiti hanno palla: la Reyer si sblocca dalla lunetta mentre la Scandone lo fa aggredendo il ferro prima con Ragland e poi con Logan ma Tonut impatta dai 6.75 dopo tre giri di lancette.  L’adrenalina è a mille, i ritmi sono incalzanti con Avellino che prova a non far schierare la difesa orogranata: Fesenko comincia bene con quattro punti ma due triple di Haynes annullano il gap (10-10 al 6′). La sfortuna maledice Ragland che, dopo un tentativo da tre punti, cade male sulla caviglia sinistra. Il n.1 sè costretto ad accomodarsi in panchina. Thomas sale di giri tenendo avanti i suoi nonostante il neoentrato Mcgee regala il sorpasso frutto di un gioco da tre punti al termine della prima frazione (20-22).

2° QUARTO – Filloy buca la zona ordinata da Sacripanti ma la velocità di mani di Tyrus McGee il valore aggiunto per i viaggianti: l’ex Cremona colleziona il sesto punto, regalando il + 8 sul tabellone (20-28 al 12′). Rientra Ragland che affianca capitan Green in cabina di regia. La fisicità adottata dalla Reyer è quasi al limite del fallo: Green smuove il punteggio dalla lunga distanza ma Stone punisce un mancato aiuto difensivo biancoverde. Il rientro di Fesenko è fondamentale nell’economia di gioco locale, limitando le ripartenze in transizione avversarie e facendo sentire tutto il suo peso nel pitturato. Avellino non smarrisce la fiducia perchè lo svantaggio si riduce a sole quattro lunghezze grazie alla seconda tripla di serata di Joe Ragland (31-35 al 16′). Il clima si surriscalda ulteriormente con un fallo in attacco che manda su tutte le furie il pubblico di casa: la Sidigas risponde con 5-2 di parziale chiuso da Logan con la specialità della casa. Venezia si rifugia nel timeout: l’ex Sassari va ancora a referto con la tripla del sorpasso ma McGee dall’altra parte replica con la stessa moneta. 43-43 all’intervallo lungo.

3° QUARTO – E’ Thomas a riaprire le danze dall’angolo convertendo in punti il primo possesso di gioco. Ragland lo imita ma dall’altra parte Haynes ha cinismo da vendere. La ripresa è nel segno della Sidigas che parte con un controparziale di 13-5 che impensierisce non poco la Reyer dinazi ad un lupo che si autoconvince sempre di più dei suoi mezzi. Due stoppate consecutive di Cusin su Peric producono la transizione di Ragland. In campo c’è una sola squadra: Logan (12 punti in questo quarto) gonfia ancora la retina veneta dai 6.75 metri con la forbice che si allarga sul + 15 (63-48 al 27′). De Raffaele abbassa il quintetto con Ejim e Stone coppia di lunghi ma la mira che non sorride del tutto ai viaggianti fin quando non è proprio lo stesso Stone ad insaccare sulla sirena la preghiera  del – 8 al 30′ (73-65).

4° QUARTO – Si riparte anche in questo periodo con le marce alte e con un miniparziale di 4-0 di marca avellinese che restituisce il + 12. Venezia riesce a rendersi pericolosa soltanto da oltre l’arco e a confermarlo sono Viggiano ed Haynes. Ad accettare il duello è Joe Ragland che timbra nuovamente il cartellino (85-71 al 34′). La Reyer vuole alzare i ritmi e persegue nella scelta dei quintetti “undersize” che tengono in piedi qualche speranza di rimonta anche se la reattività e l’energia della Scandone compensa molto quella della stessa Umana nel match in laguna di quarantotto ore fa. La scarica di triple non si ferma in casa biancoverde con Leunen che mette la parola fine alla contesa.

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