SERIE B

Avellino ai raggi x: Attacco sterile, i dati di un reparto che fatica a graffiare

Per puntare ai play off, Massimo Rastelli dovrà lavorare intensamente sul reparto avanzato. Sono solo trentacinque i centri stagionali della compagine biancoverde. Il trainer dei lupi era partito con un modulo di base il 3-5-2, che con il passare del tempo ha subito dei mutamenti complice le squalifiche e gli infortuni. Attacco che ha realizzato solo 20 reti,un bottino davvero magro se si considera i nomi degli attaccanti. Bocca di fuoco indiscussa è Andrey Galabinov che con dieci centri è il capocannoniere dei lupi. Ma i suoi gol mancano come l’acqua nel deserto. Ultimo centro realizzato dall’ariete bulgaro è contro la Ternana, da li sembra essersi sciolto come neve al sole. Scendendo di qualche centro troviamo Gigi Castaldo. Sette centri per l’ex molosso, ultimo gol realizzato dal numero dieci risale a due settimana fa nella gara interna contro il Cittadella. Contro il Brescia è stato il legno a negargli l’ottavo sigillo stagionale. Castaldo oltre a vestire il ruolo di finalizzatone interpreta anche il ruolo di assistman, difatti sono sei gli assist vincenti serviti ai compagni. Sul terzo gradino del podio abbiamo l’innesto di gennaio, Camillo Ciano. Per il calciatore scuola Napoli solo due gol, uno decisivo contro il Latina che ha regalato un punto d’oro a Rastelli, il secondo del momentaneo vantaggio a Varese. Un solo centro anche per Andrea Soncin. Per l’ex Ascoli un gol di morale realizzato contro il Carpi nel girone d’andata. Nessun centro per il veterano Raffaele Biancolino, che nonostante l’età si mette sempre in mostra durante le partitelle di allenamento. Sforzi che lo hanno portato a guadagnarsi una maglia da titolare contro il Brescia. La forza dell’Avellino a quanto pare non è l’attacco ma bensì il collettivo, basti pensare alla cinque reti siglate da Mariano Arini in questo campionato. Ora testa e cuore proviamo a prenderci con le unghie e con i denti quel sogno chiamato play off. Perché nel calcio l’importante, nella maggior parte dei casi, non è non prenderle, ma darle.

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