Il commento: la prima rete di Corvia dà scatto matto all’Avellino

Il gol di Corvia a due minuti dal fischio finale del signor Candussio costringe l’Avellino a dover alzare bandiera bianca per la terza volta nel girone di ritorno dinanzi al pubblico. Era già avvenuto nelle sfide con Virtus Lanciano lo scorso 15 febbraio e col Siena nell’anticipo del 21 marzo. Il ko di ieri lascia l’amaro in bocca perché i biancoverdi avrebbero potuto conquistare i tre punti e fare un altro passo in avanti  nel rincorrere quel sogno chiamato playoff. Ad uscire vincitore è stata la maggiore esperienza e il cinismo del Brescia che conquista il terzo risultato utile di fila e riscatta la sconfitta dell’andata quando i lupi si imposero al “Rigamonti” con un secco 0-2 grazie alle reti di Galabinov e Castaldo. La coppia offensiva, che tanto ben fece nel match del 9 novembre 2013, non  è stata riproposta da mister Rastelli. Questi, all’interno del 3-4-1-2, ha concesso fiducia sin dal fischio iniziale a Raffaele Biancolino, ha riproposto sull’out di destra Davide Zappacosta, ponendo così fine allo sfortunato esperimento di nove giorni fa a Palermo come interno di centrocampo, e schierato Camillo Ciano dietro le due punte. Iaconi che lascia in panchina bomber Caracciolo, preservando il centravanti milanese per un secondo tempo in cui il suo impiego si rivelerà decisivo. Nell battute inziali è il Brescia a rendersi maggiormente pericoloso in attacco con la velocità di Olivera che prova a sorprendere Seculin ma quest’ultimo fa buona guardia e neutralizza la conclusione dell’ex Fiorentina. Il numero uno degli irpini ha dato vita ad un’altra buona prestazione, confermando l’ottimo stato di forma vissuto nelle recenti settimane. Ispirato ma sfortunato è stato, invece, Gigi Castaldo quando al 12’ sciupa la più ghiotta delle occasioni. Partito dall’out sinistro, l’ex Nocerina si fa largo con scioltezza tra una schiera di maglie biancoazzurre e prova il colpo dalla distanza scaldando i guantoni ad Arcari. La respinta corta dell’estremo difensore biancoazzurro rigetta la sfera sui piedi di Castaldo che ci riprova ma il pallone si stampa sul palo, lasciando incredulo l’intero stadio e la stessa punta biancoverde che avrebbe voluto bissare il gol realizzato contro il Cittadella due settimane fa. Il Brescia, nel frattempo, prende le misure agli avversari. Nella sfida a scacchi con Rastelli, Iaconi tenta la mossa vincente, facendo alzare dalla panchina Andrea Caracciolo, entrato dopo quattro minuti al posto di un positivo Valotti. L’ingresso dell’Airone dà immediatamente la scossa alla “leonessa” che impegna di testa Seculin che salva il risultato. Sale il pressing del Brescia con l’Avellino che arretra il proprio baricentro offensivo. Sono le ripartenze degli ospiti a creare i maggiori pericoli all’Avellino che riesce a salvare il risultato in più circostanze appellandosi alle buone giornate di Peccarisi e Izzo. Un gradino ci finisce finito Pisacane, sottotono in questa fase della stagione. Il Brescia prosegue il suo forcing e lo fa anche dalle parti di Zappacosta. Rastelli prova a mischiare le carte lanciando nella mischia Angiulli al posto di un Ciano poco coinvolto nella seconda frazione. E, come avvenuto al “Barbera”, dà un’altra chance a Galabinov, mal sfruttata dal bulgaro e sempre più un oggetto misterioso. Una persa dell’ex Gubbio propizia, di fatti, il contropiede che ispira il gol del successo con Benali (altra sostituzione indovinata da Iaconi)  che s’invola sulla fascia che la mette al centro per Corvia a cui non resta altro che depositare alle spalle di Seculin e festeggiare coi compagni di squadra e la panchina il suo primo gol, mettendosi alle spalle i tanti infortuni patiti negli scorsi mesi. All’Avellino, adesso,  spetterà l’arduo compito di trasformare la delusione in desiderio di riscatto, a partire dal derby infrasettimanale con la Juve Stabia.

 

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