Il centrocampo, nel calcio moderno, è un reparto basilare nell’economia di una squadra. Nell’Avellino formato 2013/2014 l’apporto dei tre mediani ha consentito di sbloccare molteplici incontri dall’esito incerto. Epiche battaglie accese da mirabolanti colpi di stoici condottieri. Su 29 reti realizzate dai lupi ben 9 portano la firma dei “tuttocampisti”. Quasi un terzo del totale! Nessuna compagine di B può vantare interpreti del ruolo tanto prolifici! Sfogliando i tabellini la copertina va di diritto ad un carneade della categoria: Mariano Arini, autore di 4 reti salvifiche. Caparbio, volitivo, inesauribile l’ex Andria. Secondo della speciale graduatoria Angelo D’Angelo a quota 3 in campionato e 1 in coppa Italia. L’impetuoso motorino di Ascea non ha patito lo scotto del noviziato (altro esordiente in cadetteria). Capitano in campo e fuori incarna appieno lo spirito dei tifosi irpini impostando l’azione e sradicando palloni dai piedi degli avversari. Un centro a testa, invece, per Eros Schiavon – nel derby contro la Juve Stabia- ed Emiliano Massimo – gran conclusione in trasferta a Pescara-. Nel girone di ritorno, contrariamente trend dell’andata, i mediani sono rimasti a secco e l’Avellino ineluttabilmente non è mai riuscito a far sua l’intera posta in palio. Ci proverà oggi, al Partenio-Lombardi, contro l’ostico Lanciano. Mancherà Arini per somma di ammonizioni. Al suo posto agirà, forse, il desaparecidos Togni. Gli irpini segnano, duellano, si battono. Manca solo il guizzo dei centrocampisti!
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