Editoriale- Rastelli e quella verità che ci porterà lontano

Sul campo era abituato a segnare. A far male alle difese avversarie. In settimana era uno che dava l’esempio. Uno che sgobbava, si allenava, sudava. Uno che non si tirava mai indietro. Mai perché anche quando entrava in sala stampa diceva le cose che pensava. Lontano da schemi, lontano da frasi fatte. Da allenatore non è cambiato. Anzi. Chi lo conosce dice che è uno abituato a tenere sempre la testa bassa. Abile a sfruttare subito gli entusiasmi, bravo ad ottenere dai suoi calciatori il massimo. Ricordo l’anno scorso dopo il ko di Nocera le frasi del presidente che gli chiedeva il primo posto. Lui rispondeva picche. Più dei play-off non possiamo fare, più di un quarto o quinto posto non possiamo andare. Sfiorò addirittura l’esonero perché aveva detto la verità, la sua verità. Sappiamo tutti come e’ andata finire.

Adesso vedrete che presto arriverà la replica del patron alle parole del tecnico in risposta ad una mia domanda sul mercato. Se si aspettasse solo Abero dalla chiusura delle ostilità Rastelli ha risposto, con calma, che gli obiettivi e gli accordi con la società erano diversi, che la rosa presenta lacune e che è poco funzionale al progetto tattico che vuole portare avanti. Ha detto la verità. Ha solo detto quello che noi citti’ d’Irpinia pensavamo. Ma non ne ha fatto un dramma. Ha aggiunto che bisognerà tirare a campare e a lottare fino a gennaio e sperare di essere in zone tranquille della classifica. Si aprirà un nuovo braccio di ferro con Taccone? No, io non lo penso e non me lo auguro. Anche perché  ogni promessa, come recita un antico proverbio, e’ debito. Qualcosa non è’ andata a Milano. Il no di Marilungo, forse inaspettato, ha fatto saltare il banco. Rastelli da uomo e da allenatore ha detto la sua. È verità non è una bugia. I tifosi sono tutti col mister. E lotteranno con lui. Il popolo irpino e’ abituato alle sofferenza. È’ abituato a conquistare qualcosa con il sudore. Il popolo irpino e’ un popolo di lavoratori. Rastelli con le sue dichiarazioni, ieri, e’ entrato nel cuore di tutti. Finalmente un mister che lotta e che dice la verità. Finalmente un tecnico senza peli sulla lingua. Finalmente un tecnico che con quelle parole ha voluto lanciare un segnale alla squadra. Ha voluto dire ai suoi uomini. Di smentirlo. Coi fatti e sul campo. Un modo per far capire si suoi che lui ci metterà l’anima per arrivare al mercato di gennaio in zone tranquille. A partire da stasera. Contro la Ternana. Per i tre punti. Solo per quelli. Perché puoi dire tutto fuori dal campo, ma dentro devi dannar ti l’anima. Come nell’arena. Di solito non vince il più forte. Vince quello disposto a morire. Che non mostra i muscoli. Ma la testa. Ecco ragazzi. Usate la testa. Date retta al mister. Con lui si va lontano.

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