SERIE B

La voce del tifo: Claudio de Pascale “Con la passione e l’unione si vince”

Si rinnova l’appuntamento, di SportAvellino.it, con la rubrica “La Voce del Tifo”. Dopo la grande prova di Livorno a raccontarci la sua è Claudio De Pascale, classe 1984. Irpino DOC trapiantato nella capitale, ma non per questo ha rinunciato a seguire o vedere l’Avellino. Come è iniziato questo amore infinito per l’Avellino? In famiglia di certo. Mamma, da ragazza, frequentava abitualmente lo stadio con i suoi fratelli e mi raccontava spesso (e qualche volta ancora lo fa) delle sue domeniche allo stadio. Uno dei miei zii (Tonino) mi portò per la prima volta allo stadio, avevo 8-9 anni, negli allora distinti, lato Montevergine. La partita era un derby Avellino-J.Stabia, finì 0-0 se non sbaglio, non una partita da scrivere agli annali, ma quello che mi affascinò fu la passione e i colori della Curva. Poi quando ho cominciato a frequentare la Curva con consapevolezza creammo anche un gruppetto con alcuni amici “Barcollo ma non mollo”, era un gioco ma ci faceva sentire parte attiva e contribuì a consolidare amicizie vive ancora dopo 15 anni”. Tra le tantissime gare giocate dall’Avellino, quale ricordi con piacere? Non ho dubbi: Avellino-Napoli finale dei playoff. Della partita sul campo ho solo frammenti, ma le emozioni degli spalti, quelle mi scorrono dentro vive come se fosse successo ora. Alla fine di quella partita ho pianto, ero consapevole che la pagina scritta quel giorno sarebbe rimasta nella storia del nostro calcio, Davide che sconfigge Golia,  uno stadio intero che spinge i propri giocatori all’impresa memorabile, sapore di calcio di un’altra epoca”. Passando alle trasferte, raccontacene una. “Quelle delle promozioni certo sono indelebili. Ma tra tutte ce n’è una che con gli amici di sempre ci raccontiamo spesso per essere stata una delle più lunghe, divertenti e soddisfacenti mai fatte: la trasferta di Cremona nei play-off contro la Reggiana. Un viaggio iniziato in pullman verso Napoli il sabato pomeriggio, proseguito in treno tra cori, mangiate, bevute, gente che dormiva dove dovevano esserci le valigie, un vero e proprio treno biancoverde come i più navigati tra noi spesso ci raccontano parlando degli anni della serie A. Poi la doppietta di Biancolino, la gioia, la ripartenza, la tappa a Milano e noi in giro per i dintorni della stazione bardati di biancoverde e chiassosi come al solito. L’arrivo a Napoli fu alle 7 del mattino dopo, passai a casa per una doccia e nonostante la giornata di permesso andai anche a lavoro. Tanto con l’adrenalina che avevo in corpo chi avrebbe riposato”. Eri a Livorno, raccontaci un po la trasferta, le emozioni?  “Con i miei amici dell’Avellino Club Roma abbiamo cominciato a progettare la trasferta di Livorno dopo la vittoria di La Spezia, c’era il sentore di un’inversione di marcia che avrebbe fomentato gli entusiasmi e così è stato, pulmino da 20 affittato con largo anticipo e posti assegnati in un’ora e il mio “grazie” che va al grande Arnaldo da Tivoli per la generosità nel suo lavoro organizzativo!!! Ci siamo ritrovati al parcheggio del Palalottomatica provenendo da diversi punti di Roma e dintorni e ovviamente i ritardadari abitavano a 5 minuti! Deviazione a Tarquinia per recuperare un altro socio e poi una tirata verso Livorno tra cori, birre, frittate di pasta e panini con la mortadella. Sugli spalti emozioni incredibili, al gol di Trotta alcuni erano con le lacrime agli occhi, alla parata di Gomis il cuore si è fermato in gola, al fischio finale è esplosa una gioia infinita. Da Livorno è stato poi un marasma di cori, di commenti sul migliore in campo, di risate e di allegria e travolti dall’entusiasmo il viaggio di ritorno è sembrato più breve (come ama dire il “vichingo” pontino Ferdinando)”. Parlando del presente, come valuti l’andamento della squadra? “Queste quattro vittorie ci hanno collocato in una posizione inaspettata. La squadra è robusta e coesa, e questo è il marchio di fabbrica del Mister che ci ha permesso anche l’ottima stagione scorsa. La prima parte del campionato l’abbiamo portata avanti grazie al nostro bomber, tante volte siamo stati in difficoltà a causa di infortuni e una condizione fisica non ottimale e lui ha tolto le castagne dal fuoco in più di un’occasione. Mi ripetevo sempre che mancavano i gol dei centrocampisti. Ecco, ora la condizione fisica è in crescita, i centrocampisti hanno ritrovato il gol, gli altri attaccanti danno il loro contributo realizzativo. Ci sono tutte le condizioni per un grande girone di ritorno ma bisogna guardare ad una partita per volta, le sconfitte arriveranno e anche altri periodi meno fortunati, bisogna rimanere sul pezzo e reagire alle difficoltà come dopo le batoste con il Crotone o con il Vicenza. In conclusione, arriva la Ternana, che gara sarà? “Sulla carta la partita con la Ternana sembra quella perfetta per proseguire la striscia vincente, squadra in difficoltà, tre squalifiche pesanti, ma è questo il tipo di gara in cui l’Avellino di quest’anno è stata più in difficoltà. Dovremo stare concentrati e accorti in difesa provando a non concedere ripartenze e cercando con pazienza gli spazi giusti, ma questo non devo dirlo io, il Mister è formidabile nella preparazione delle partite. Mi immagino uno stadio stracolmo di gente e di passione, uniti si vince. Io purtroppo non sarò al Partenio per impegni lavorativi come tanti altri che vivono qui a Roma, ma la partita la vedremo come sempre al nostro locale (Officine XN) e l’invito a chi fosse nella Capitale è quello di venirci a trovare! Più siamo, più ci divertiamo”.


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