SERIE B

Oggi si parte: tutti i dubbi per Pescara

Si parte. Oggi. Per una nuova battaglia. A Pescara, in uno stadio che rievoca bellissimi ricordi. Ma di tempo ne è passato. E adesso, bisogna solo pensare al presente. Quello dice che l’Avellino è in palla. Da un punto di vista fisico ed anche mentale. Di fronte avrà un Pescara depresso psicologicamente e con tanti calciatori a mezzo servizio.
Non ci sarà Mascara (rientrerà a Cesena perchè ha un problema agli adduttori) e tanti altri come Viviani, Politano, Schiavi e Rossi che sabato scorso sono rientrati dopo almeno un mese di assenza. Se ci aggiungi un allenatore che in caso di ko rischia il posto e un ambiente infuocato che ha contestato duramente la squadra dopo il ko interno contro il Bari, capisci che sarà una partita difficile sotto ogni punto di vista.
Da brividi, in pratica. E l’Avellino torna di nuovo in Abruzzo, dieci giorni dopo la sconfitta immeritata di Lanciano. Stavolta dovrà essere diverso. Radio Pescara dice che l’Avellino è temuta. Ma Rastelli adotterà il turn-over? Terrà fuori Castaldo? Impiegherà D’Angelo per fa rifiatare Arini o Schiavon? E rischierà Pisacane, ieri ancora a parte? Dentro Pape Dia dal primo minuto o spazio ad Andrea De Vito?
Nel dopo gara contero Varese Rastelli ha dichiarato apertamente che farà ruotare almeno tre calciatori. Ma indicare i nomi è difficile anche perchè il tecnico ama nascondere la squadra e in conferenza stampa non si sbilancia.
Bisognerà andare ad intuito, forse. Dipenderà dalla gara che vorrà impostare l’Avellino. Il Pescara soffre la fisicità e l’agonismo soprattutto in mezzo al campo. E la difesa a quattro sta mostrando, da inizio campionato, evidenti difficoltà ad assimilare il credo di Marino che, da sempre, è allenatore che cura prepotentemente la fase d’attacco.
Ancora una volta la chiave della gara saranno le palle inattive e il gioco sulle fasce. Zappacosta a destra potrebbe fare la differenza. Rispetto a Lanciano, contro il Varese è apparso in forte crescita. Ha smaltito la sbornia della convocazione in Nazionale, sta tornando quello di inizio stagione. Il rebus è sulla sinistra. Bittante è destinato a rifiatare. Quella di Andrea De Vito sembra la soluzione più logica, più equilibrata considerata la perdurante assenza di Abero e le spiccate dote offensive di Pape Dia che è uno che deve essere inserito un passo alla volta.
La follia del nigeriano serve all’Avellino per spaccare le partite, per affondare quando gli avversari sono in difficoltà e non hanno più la lucidità dei primi minuti di gioco. Rastelli crede nel baby scuola Udinese ma sembrano comunque remote le possibilità di vederlo dal primo minuto di gioco. Sarebbe, in pratica, un Avellino dalle propensioni offensive troppo alte visto le difficoltà che ha il ragazzino di poter offendere e difendere contemporaneamente.
Anche contro il Varese, infatti, nonostante fosse entrato nella ripresa, ha rinunciato spesso alle sovrapposizioni quando era tornato indietro a coprire sull’out mancino. E allora, in attesa della rifinitura di stamane e delle convocazioni, si aspettano le decisioni di Rastelli. Che quasi sicuramente arriveranno nell’immediato pre-gara e non prima.
Non sembrano esserci dubbi sull’eventuale utilizzo di Terracciano tra i pali. Migliore in campo a Lanciano, migliore in campo contro il Varese. Seculin potrebbe essere convocato e finire in panchina. L’Avellino andrà a Pescara con la convinzione di poter fare una buona partita. Di giocarsela alla pari, come ha sempre fatto contro tutte le grandi. E non bisognerà, per nulla, scendere in campo con la convinzione di poter fare subito la partita. perchè il Pescara è ferito e ha una piazza che rumoreggia e che chiede risultati.
Potrà essere la partita di Andrea Soncin. Potrà essere la gara sua. Come Galabinov cerca il suo primo gol in campionato. E sta soffrendo e non poco la staffetta con il bulgaro spesso utilizzata dal tecnico per le gare interne ed esterne.
Soncin è calciatore di categoria. Si vede dai movimenti che fa in campo, dal modo con cui cerca le giocate. e fino ad ora l’intesa con Castaldo è stata ottima. Proprio Castaldo, potrebbe cominciare dalla panca. Non sarebbe un azzardo visto che lunedì, contro l’Empoli, sarà l’ennesima partita di fuoco. Tutto dipenderà dalle scelte del tecnico.
Tutto dipenderà dalla chiave di lettura che Rastelli darà alla partita. Si potrebbe chiedere a Castaldo l’ultimo sforzo. Lo sforzo di scendere in campo, stringere i denti e magari rifiatare in settimana. Non fosse altro per il fatto che gli abruzzesi vivono un periodo psicologico molto difficile. E la freschezza del napoletano e il buon momento di forma potrebbe mettere in difficoltà la difesa abruzzese che contro il Varese prima e il Bari poi ha mostrato evidenti limiti caratteriali ed organizzativi.
Si sogna il colpaccio in casa Avellino. Ma non si dice. Se la squadra continua a giocare con lo spirito agonistico delle ultime partite potrebbe tornare a casa con punti pesanti.
E dopo il ko di Lanciano, inanellare il secondo risultato utile consecutivo. L’impresa è difficile ma non impossibile. Tutto si può fare: bisogna entrare in campo con la mentalità giusta e magari stare attenti alle palle inattive. Da lì l’Avellino prende sistematicamente gol. Un limite che va migliorato. Ma non c’è tempo per prepararsi perchè oggi si parte per l’Abruzzo. Il tecnico spinge la squadra alla conquista di un risultato positivo. Uscire indenni dall’Adriatico significherebbe tanto in termini di classifica e di autostima. Significherebbe dare un segnale diretto alle concorrenti per la salvezza. E poi pensare all’Empoli già in fuga. ma per i toscani c’è ancora tanto tempo. Bisogna pensare al Pescara. Un’altra grande, ma in crisi. L’occasione è giusta per dare la spallata decisiva ed aprire la crisi. Il calcio è fatto così. L’Avellino lo sa. E vuole approfittarne.

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