Era il 2008 quando andò in scena il match “tra disperate”. Quella fu la gara dell’incubo. Ma oggi ritorna come gara dal “sonno sereno” se non proprio del “sogno”. Riecco Spezia-Avellino. Cinque anni e mezzo dopo quello spareggio della disperazione, giocato al Picco in un aprile in cui il destino dei lupi era già scritto da un bel po’. Allora fini 2-2. con i gol di Eliakwu e di Zizzari dello Spezia, mentre per i lupi arrivò la doppietta di Pellicori che regalò il pareggio. I biancoverdi chiusero il campionato al 19esimo posto con 36 punti. Lo Spezia al 21esimo con 33 punti. All’epoca i lupi evitarono la LegaPro complice il fallimento del Messina, che permise il ripescaggio in cadetteria dell’Avellino. La società ligure in quella stagione non riuscì ad evitare il fallimento, cosi nel 2007/08 le aquile sono ripartite dalla Serie D. Un fallimento che precede di un anno quello dell’Avellino. La risalita è stata dura, durissima, ma ora le due squadre sono li a giocarsi la Serie B in mezzo alle grandi. I lupi son la sorpresa del campionato assieme al Lanciano. Un fattore importante che sta incidendo sulla stagione dei biancoverdi è il pubblico di casa; un elemento che da una grande e costante carica ai ragazzi di Rastelli. Lo Spezia non è da meno visto i grandi sforzi fatti dalla presidenza spezzina. A separare in classifica le due compagini vi sono quattro punti. Le due squadre hanno poco in comune. Forse solo la bandiera Francesco Millesi. Attuale idolo della piazza biancoverde, ha vestito la casacca bianca delle aquile in passato. Altro piccolo amarcord è rappresentato da Giovanni Console, avellinese d.o.c che dal 1969 al 1973 fu un punto di forza per lo Spezia. Lunedì arriva l’esame di maturità per entrambe le formazioni. Nessuna delle due squadre vuole sfigurare.
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