Castaldo c’è. Una sola partita ancora ai box e poi potrà tornare in campo. A Trapani per la precisione. Fermento ed entusiasmo per il ritorno di Gigi anche nell’ambiente del tifo. Ma a parte l’effetto “Gigimania” all’Avellino servono difensori. Servono come il pane. Servono. Punto. Lo confermano i numeri: seconda peggior difesa del campionato. Una difesa colabrodo. Che va in affanno quasi sempre anche per colpa del gioco offensivo di Tesser. Se l’Avellino è in giornata non ce n’è per nessuno. Inutile dirlo. L’Avellino dalla cintola in su è un compressore. Ma basta un’azione pericolosa ed arriva il gol. E quando l’Avellino va sotto, non recupera mai. Perchè va in panico e non è più in grado di reagire. L’emorragia difensiva acuita anche dagli infortuni a raffica finisce per peggiorare le cose. La gestione degli infortuni di Tesser lascia a desiderare. Biraschi rischiato dopo una settimana difficile ha dovuto alzare bandiera bianca dopo 20 minuti. Stesso discorso accaduto a Rea. Ko a La Spezia dopo 72′, recupero lento in settimana. E poi contro l’Ascoli in campo solo 27 minuti prima di alzare la mano e chiedere il cambio. Troppi infortuni muscolari: da D’Angelo passando per Gavazzi. Ligi, Rea, poi Tavano. Cosa c’è che non va? E’ un problema di preparazione atletica, di campi da calcio non idonei dove l’Avellino si allena? Fatto è che, a gennaio, se rinforzi dovranno esserci, dovranno essere lì dietro. Serve qualità ed esperienza. Non esperimenti. Quelli, per ora, lasciamoli agli altri. Ai biancoverdi serve gente di esperienza per dare tranquillità alla squadra.
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