Tra Entella e Avellino, vince la noia!

Partita improponibile quella vista al Comunale di Chiavari.
Lo scenario è da trincea da Grande Guerra. Non per la combattività vista in campo, non sia mai detto, ma per le condizioni pietose del terreno di gioco.Se a tutto ciò si aggiunge una Virtus Entella che non ha voglia di fare la gara e il capocannoniere del campionato in panchina, non può che ottenere un secco zero a zero.

Il primo tempo è un autentico dramma.
Due conclusioni in 45 minuti, entrambe di Filkor, entrambe alte. L’Avellino sembrerebbe anche voler dettare gioco, ma far circolare palla su un campo del genere è come chiedere un miracolo sportivo.
Il resto del tempo viene speso a proporre cross che, sia da una parte che dall’altra, si rivelano buchi nell’acqua.E così l’arbitro pensa bene di mandare tutti negli spogliatoi a 5″ dallo scoccare del 45′. Come a voler salvare quello scempio.
Ci si aspetta dunque un secondo tempo stellare, pirotecnico, dalle mille emozioni. E invece si rivela quasi peggio del primo.
Bittante esce per un infortunio al ginocchio, entra, si fa per dire, Petricciuolo.
A quel punto un’emozione deve quasi scapparci, ed è quasi un infarto: la difesa irpina pasticcia, ne approfitta Sansovini, che a pochi metri da Gomis calcia forte ed angolato, ma la pantera vola a scacciare un’autentica beffa.
E così si torna alla solita storia, pochi spunti e ritmi blandi.
Allora rastelli pensa bene ad un doppio cambio: fuori Filkor e Arrighini, dentro Angeli e Castaldo.
Il bomber prova la girata, bloccata da Paroni, e quello che è l’unico tiro nello specchio della partita, un tiro a incrociare che lo stesso portiere dell’Entella neutralizza egregiamente.
Tutto lascia pensare ad un forcing biancoverde, ma Visconti si infortuna e così i lupi restano in dieci e nonostante l’Entella conservi una svogliatezza generale abbassano i ritmi e “salvano” lo zero a zero.
I sei minuti di recupero sono solo un’ironico scherzetto del giudice di gara.

Finisce tra gli applausi rivolti ai soliti sostenitori biancoverdi, per tifo e correttezza verso il popolo ligure, ma resta l’amaro in bocca per l’ennesimo bottino gettato nella spazzatura. Per una prestazione scialba, per poca cattiveria agonistica, per colpa di un terreno di gioco non commentabile e, diciamocelo, per colpa di quella trasferta a Bergamo a cui bisogna dare la giusta, ma non troppa, importanza.

Ripartiremo da qui, ripartiremo da questo scempio per provare a risorgere, perchè in fondo, guardando la classifica, siamo lì.
Commentare i 90′ di Chiavari è quasi impossibile, significherebbe quasi inventare un racconto, visto che non c’è nulla da dire. E allora bisogna guardare avanti, credere in questi ragazzi che in un modo o nell’altro ci regaleranno tante soddisfazioni.

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