CALCIOSERIE CUS AVELLINO

Difensore o mediano: quale futuro per Armellino? Il dibattito è in corso

Sulla posizione del vicecapitano biancoverde nascono analisi e riflessioni

Per dare solidità alla difesa, dovendo fronteggiare l’emergenza infortuni, mister Pazienza non ha avuto dubbi sulla mossa da attuare, affidando la leadership della retroguardia a Marco Armellino.

Di settimana in settimana, la risposta del vicecapitano biancoverde è stata ottima. Il numero 21 ha dimostrato di possedere l’acume per adattarsi agli spazi e alle sincronie di una difesa a 3, che gli consentono di giocare come un vecchio libero.

Con l’imminente ritorno di Rigione e quello più graduale degli altri difensori, però, sta per aprirsi un dibattito: quale futuro per Armellino? È più giusto continuare a sfruttare le sue abilità in difesa o permettergli di irrobustire il centrocampo? Andiamo ad esaminare le due ipotesi.

Quale futuro per Armellino? L’impiego da difensore

Il punto di partenza di questa analisi è la capacità attitudinale di Armellino. L’ex Modena ha abbondantemente dimostrato di essere un professionista impeccabile e di possedere la lucidità per adattarsi ad ogni situazione.

Lo attesta proprio l’atteggiamento avuto nell’ultimo mese e mezzo, in cui il classe ’89 ha rispolverato un ruolo in cui si era messo alla prova solo nel lontano 2009. Accettando l’idea di Pazienza, tra l’altro, probabilmente lui stesso ha intuito i potenziali benefici della scelta.

In primis, la possibilità di allungare la propria carriera in un ruolo meno dinamico. Ma anche l’apporto qualitativo che può garantirealla squadra. Armellino ha più qualità di un difensore puro e può assumere la delega della prima costruzione, assicurando maggiore velocità nella transizione dalla fase difensiva a quella offensiva.

Accanto ai punti appena analizzati, però, emergono altri spunti di riflessione, legati a doppio filo al peso specifico che Armellino assumerebbe tornando in mezzo al campo. Proviamo a valutarli.

L’impiego da centrocampista

La primissima perplessità sull’impiego di Armellino in pianta stabile sulla linea dei difensori riguarda il tipo di lavoro che richiederebbe e la struttura dell’organico. Pur essendosi adattato in maniera eccellente in questo periodo, continuare a giocare in difesa imporrebbe al numero 21 di ampliare il suo know-how difensivo, per rinsaldare una sincronia di reparto che – non essendo naturale – può altrimenti scricchiolare.

Per farlo ci sarebbe bisogno comprensibilmente di tempo e la scelta potrebbe inoltre scontrarsi con l’impostazione della rosa biancoverde. Una volta recuperati i centrali di ruolo – Rigione in primis, in seguito Benedetti e Cionek -, continuare a preferirgli un adattato potrebbe generare qualche malumore ma, soprattutto, potrebbe togliere un elemento di spessore ad un centrocampo che ha forte bisogno di sostanza e personalità.

Con D’Angelo e Dall’Oglio che appaiono al momento due corpi estranei al microcosmo biancoverde, al reparto nevralgico servono certezze numeriche e di qualità. Arretrare in pianta stabile Armellino significherebbe in sostanza perdere un titolare in mezzo al campo. La rinuncia sarebbe poi dannosa anche per una questione di caratteristiche.

L’ex Lecce e Modena ha infatti tra i suoi punti di forza un’ottima capacità d’inserimento, che gli consente di essere spesso letale in zona gol. Rinunciarvi sarebbe effettivamente doloroso. È pesando tutte queste riflessioni, dunque, che Pazienza dovrà chiudere il dibattito e scegliere quale futuro regalare al leader del suo Avellino.


Iscriviti al nostro canale YouTube per rimanere sempre aggiornato!

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio