Avellino, l’approccio perduto: nei primi tempi passa la chiave della ripartenza
La squadra di Nesta deve ritrovare una delle sue caratteristiche peculiari

Due punti nelle ultime tre partite rappresentano un bottino inferiore alle aspettative dell’Avellino, ma per comprendere il momento dei biancoverdi occorre andare oltre i risultati e osservare l’andamento delle gare. Fino alla sfida con la Sampdoria, la squadra di Nesta aveva costruito gran parte delle proprie fortune nei primi 45 minuti. I lupi vantavano il miglior rendimento della Serie B all’intervallo, con un parziale virtuale di 16 punti su 18, frutto di 9 reti realizzate e una sola subita. Un dominio netto, capace di indirizzare le partite fin dai primi minuti e di alimentare fiducia, certezze e controllo degli eventi.
Avellino, l’approccio perduto: nei primi tempi passa la chiave della ripartenza
Nelle ultime tre giornate, però, lo scenario è cambiato sensibilmente. Contro Cesena, Padova ed Entella sono arrivate zero reti nel primo tempo e, nelle due sfide più recenti, l’Avellino è rientrato negli spogliatoi in svantaggio. Il parziale dei primi 45 minuti è così sceso a 17 punti virtuali su 27 disponibili. Il dato suggerisce una perdita di incisività nell’approccio alle gare, aspetto che aveva rappresentato uno dei principali punti di forza del brillante avvio di stagione. Quando l’Avellino riusciva a imporre subito il proprio ritmo, tutto diventava più semplice. Oggi, invece, la squadra si trova più spesso a rincorrere, adattandosi ai ritmi avversari e consumando maggiori energie fisiche e mentali. Per tornare a correre servirà recuperare quella ferocia iniziale. Aggredire le partite dal primo minuto, imporre immediatamente il proprio calcio e non lasciarsi condizionare dagli episodi resta la strada più breve per ritrovare risultati e continuità.






