Aiello al “Castellani” per osservare i talenti del futuro: chi potrebbe interessare all’Avellino | Mercato
Il diesse dei lupi era presente allo stadio per la sfida tra Italia e Macedonia U21

Come rivelato da “Il Mattino”, ieri allo stadio “Castellani” di Empoli, in occasione di Italia–Macedonia Under 21, c’era anche Mario Aiello, direttore sportivo dell’Avellino. Una presenza non casuale: per la prima volta in una gara della Nazionale giovanile azzurra c’era anche Giovanni Daffara, convocato da Baldini ma rimasto in panchina per tutti i 90 minuti. E proprio questa coincidenza ha offerto al dirigente biancoverde l’occasione ideale per osservare da vicino alcuni dei migliori prospetti del calcio italiano.
Aiello, che nel corso della sua esperienza in Irpinia ha spesso sottolineato la volontà di costruire un Avellino sempre più giovane, ha confermato proprio a “Il Mattino” la linea societaria: «Giovanni è l’emblema della direzione che ci siamo dati per raggiungere gli obiettivi di crescita che abbiamo stabilito. Come Avellino vogliamo dare, nel concreto, il nostro contributo allo sviluppo dell’intero movimento». Parole che non lasciano spazio a interpretazioni: la linea verde non è un vezzo, ma un pilastro del progetto tecnico.
E allora, inevitabilmente, lo sguardo del direttore sportivo non è stato quello di un semplice spettatore. Nonostante la selezione azzurra sia composta in larga parte da calciatori già stabilmente in orbita Serie A, non mancano profili che, a determinate condizioni, potrebbero diventare idee concrete per l’Avellino del futuro. Tra i giocatori scesi in campo, figura ad esempio Lorenzo Venturino, centrocampista classe 2006 della Roma: qualità, personalità e margini enormi, anche se molto dipenderà dalla disponibilità dei giallorossi ad aprire a un prestito finalizzato alla valorizzazione. Stesso discorso per Seydou Fini, esterno offensivo del 2006 di proprietà del Genoa, attualmente al Frosinone e autore del rigore del 4‑0: gamba, coraggio, una crescita sempre più vistosa.
Tra i giocatori rimasti in tribuna, invece, due nomi meritano attenzione. Il primo è Mattia Mannini, esterno classe 2006 della Roma, quest’anno in prestito alla Juve Stabia: duttilità e intensità lo rendono un profilo potenzialmente perfettamente in linea con la filosofia biancoverde. Il secondo è Giacomo Faticanti, mediano del 2004 della Juventus Next Gen. In questo caso, i buoni rapporti con i bianconeri potrebbero eventualmente rappresentare un canale privilegiato.
Ma non solo Italia. Considerato il fascino che i talenti stranieri esercitano da sempre su Aiello, nonostante il netto ko, non è da escludere che anche la Macedonia abbia offerto spunti interessanti. Su tutti, Martin Gjorgievski, classe 2005 dello Zbrojovka Brno, subentrato al 58’. Con il suo ingresso, la mediana macedone ha trovato ordine, ritmo e una qualità di palleggio superiore: abbastanza per finire, almeno idealmente, sul taccuino del dirigente biancoverde.
È presto per parlare di trattative, prima c’è da raggiungere la salvezza, ma non per leggere la direzione. L’Avellino vuole crescere attraverso i giovani, vuole anticipare i tempi e costruire valore. E la presenza di Aiello al “Castellani” non è stata una semplice visita istituzionale: è stata un’altra tappa di un progetto che guarda avanti, con metodo e ambizione.






