Avellino Calcio – Bucaro e Musa contratti scaduti, attesa invana

Avellino Calcio – Bucaro e Musa contratti scaduti, attesa invana

Bruttissima situazione in casa Avellino. Oggi 1 luglio tutto i tesserati del’Avellini Calcio sono svincolati. Nessun rinnovo pervenuto finora.

di Redazione Sport Avellino
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In attesa di conoscere il futuro dell’Avellino Calcio e della Sidigas Scandone, da quest’oggi la formazione calcistica biancoverde vede liberare dal vincolo contrattuale tutti i suoi calciatori. L’immobilismo provocato dall’attuale gestione porta l’Avellino Calcio ad esser una delle formazioni meno attive del campionato di Serie C.

Il campionato inizierà il 25 agosto mentre già nei primi giorni di agosto è prevista una partita di Coppa Italia. Una situazione paradossale che a meno di due mesi dall’inizio del campionato vede l’Avellino Calcio in enormi difficoltà senza nemmeno un tesserato presente tra le sue fila ma con sole tante dichiarazioni d’amore da parte dei calciatori, disposti ad aspettare ancora qualche giorno. In attesa di una conferenza stampa organizzata dal Gruppo Sidigas, volta a chiarire le intenzioni in ambito sportivo, Gianandrea De Cesare sembrerebbe intenzionato destinare un piccolo budget al fine di tesserare dei calciatori onde evitare problematiche maggiori e lasciar l’Avellino Calcio come una scatola vuota. Un budget ridotto capace di traghettare il calcio nel campionato di Serie C in questo momento di difficoltà, in attesa di ricevere un offerta congrua pronta a rilevare la società sportiva. Trattative che vedono De Cesare intenzionato a cercar acquirenti capaci di gestire sia la società di basket che il calcio, con una società di pallacanestro fortemente indebitata.

Ma quel che fa più male è veder il trattamento riservato ai protagonisti di questa promozione. Persone come Giovanni Bucaro e Carlo Musa messi ai margini del progetto senza ricevere una telefonata capace di mostrare il percorso futuro, due persone trattate come semplici dipendenti dei quali disfarsi senza nemmeno alzare la cornetta per una telefonata. Un atteggiamento che lascia tanti punti interrogativi ma che doveva esser il campanello di allarme per una piazza troppo fiduciosa nell’operato di Gianandrea De Cesare e dei suoi collaboratori. Nessuna operazione sotto banco, nessun lavoro sotto traccia, solo tanto fumo negli occhi gettato su una piazza che si stava innamorando nuovamente dello sport dopo anni di cattiva gestione che hanno portato l’Avellino nel baratro della Serie D per la seconda volta in nove anni.

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