Sidigas Scandone: siamo al passo d’addio?

Sidigas Scandone: siamo al passo d’addio?

Situazione molto difficile in casa Sidigas Scandone; il basket cittadino rischia di scomparire dalla massima serie, ma la speranza di risolvere il tutto resta in piedi.

di Federico Contrada, @federicocontra6

La storia della Società Sportiva Felice Scandone, squadra di basket della città di Avellino, rischia di arrivare al capolinea. Il tutto proprio alla vigilia del suo anniversario (il sodalizio cestistico fu infatti fondato il 1 luglio 1948). Nel giro di un solo anno si è passati dal giubilo per il settantesimo compleanno allo sconforto per quella che sembra essere il passo d’addio della palla a spicchi avellinese; l’annuncio, da parte del patron Giannandrea De Cesare, di voler vendere una società oberata di debiti e sulla quale pende una pesante istanza di fallimento, è difatti conseguenziale al rischio concreto di mancata iscrizione al prossimo campionato di Serie A di basket.

Il bubbone scoppiato nell’ultima settimana sorprende ma fino ad un certo punto: inebetita dall’entusiasmo per un finale di stagione positivo, infatti, la piazza aveva probabilmente dimenticato tutte le difficoltà economiche della Scandone della stagione 2018-2019, dall’addio di Norris Cole causa mancato accredito dello stipendio, fino all’annuncio, alla vigilia dello scorso Natale, da parte dello stesso De Cesare, di una situazione difficile da parte dell’azienda-madre che controlla la società di basket, ossia la Sidigas.

La situazione della Sidigas Avellino resta critica, ma resta in piedi la speranza per l’iscrizione alla prossima serie A

Ma, a voler scavare bene nei dettagli, di avvisaglie del disastro-Scandone ce n’erano eccome, e per trovarle basta restare in ambito sportivo: alcuni dei giocatori sotto contratto per quest’anno hanno avuto dei comportamenti molto strani, che lasciano intendere la loro insoddisfazione. Si tratta di Caleb Green e Demetris Nichols, due dei pezzi da novanta ingaggiati dal Direttore sportivo Nicola Alberani la scorsa estate; il primo, dopo aver tirato la carretta per trequarti di stagione, è uscito dal campo nella partita contro la Dinamo Sassari dello scorso 16 aprile senza mai più rientrare: nel comunicato ufficiale si parlava di due settimane di stop causa distorsione al ginocchio ma Green, dopo essere volato negli USA per accertamenti medici (scarsa fiducia nello staff sanitario della Scandone?) non ha mai più rivisto il campo. Nichols dal canto suo, prima dell’infortunio occorsogli durante la gara di Coppa contro Murcia, aveva saltato una sola partita, quella del 25 novembre in casa contro Venezia: come un fulmine a ciel sereno, poco prima di quel match venne annunciata l’assenza dell’ex CSKA, causa frattura dell’astragalo rimediata in allenamento: un brutto colpo, per il quale il recupero era previsto in 6-8 settimane. Saltata la partita contro quella che sarebbe stata poi la squadra campione d’Italia(Venezia si impose per 49-79 al Paladelmauro al termine di una partita giocata malissimo dai biancoverdi), Nichols si è però magicamente ripresentato (firmando tra l’altro ben 20 punti) sul parquet nella gara immediatamente successiva, dopo due sole settimane contro Pesaro. I dubbi sull’indisponibilità contro Venezia dell’ala statunitense non sono mai stati fugati.

E’ evidente che questi episodi, i quali hanno avuto rilevanza limitata durante il tam-tam continuo di una stagione agonistica, oggi acquisiscono un peso specifico diverso, perchè fanno riflettere più approfonditamente su una gestione degli atleti a dir poco inadeguata da parte della società.  L’addio di Norris Cole, che al contrario ha avuto la sua eco mediatica, è stato dunque solo la punta di un iceberg che comprende anche i tanti lodi (istanze di pagamento) mossi da atleti che nel corso della gestione De Cesare sono transitati per Avellino (due su tutti Leunen e Rich): atleti che non hanno visto saldate tutte le loro spettanze ed hanno agito per vie legali contro la Sidigas Scandone Avellino.

   

Sidigas – I segnali degli scorsi mesi

Le questioni fin qui sollevate, pur se attinenti comunque all’ambito economico-societario, riguardano abbastanza da vicino l’aspetto tecnico-sportivo; in realtà tuttavia sono le grane extra-sportive che preoccupano maggiormente la piazza, e sono proprio quelle che potrebbero pregiudicare l’iscrizione al prossimo campionato. L’allarme è scattato il giorno 23 giugno, quando dalla Com.Tec (organo della Federazione Pallacanestro adibito al controllo economico-finanziario) è filtrata l’indiscrezione di “una società che deve mettersi in regola con il pagamento dell’Erario per una cifra di circa due milioni di euro“; inoltre vi erano, sempre a detta della Com.Tec, “ulteriori gravi e serie problematiche di non facile soluzione“; l’organo federale avrebbe messo con le spalle al muro il club: o si sistema tutto o sarà formulato parere negativo circa l’iscrizione alla prossima serie A. Dopo il riserbo iniziale, si è capito che il club in questione era proprio la Sidigas Avellino: i debiti con l’Erario(che con ogni probabilità riguardano anche gestioni precedenti a quella targata De Cesare) riguarderebbero i pagamenti dell’IVA per i quali era stata approvata la rateizzazione (probabile sia saltato il pagamento di qualche rata), mentre alla voce “altre problematiche” c’è un’istanza di fallimento intentata da ENI contro l’azienda gas guidata da De Cesare. La Sidigas dell’ingegnere napoletano avrebbe dunque inevaso obblighi contrattuali con quest’altra azienda, e la cosa ha ripercussioni dirette sulla società sportiva: la Scandone appartiene infatti al Gruppo Sidigas spa, ne è dunque un’azienda controllata.

Spulciando il regolamento della Com.Tec, all’articolo 25 si nota che il parametro fondamentale sia il cosiddetto RIP, ossia Ricavi/Indebitamento/Patrimonio: la determinazione di tale parametro è effettuata sulla base dell’ultimo bilancio approvato e riguarda diverse voci del bilancio di una società, tra le quali possiamo menzionare ad esempio gli incassi da botteghino, i proventi pubblicitario-televisivi, i proventi derivanti dalla partecipazione a competizioni internazionali ed i ricavi,al netto delle perdite, derivanti dalla compravendita di giocatori o ai premi di valorizzazione per gli stessi. Nel regolamento federale segue comma che stabilisce entro il 30 giugno il termine perentorio per presentare il bilancio d’esercizio; mentre per quel che riguarda le inadempienze derivate dal mancato rispetto del RIP  “invita a provvedere a riequilibrare la situazione patrimoniale  mediate incremento di mezzi propri“: in altre parole, un aumento di capitale.

Sidigas – Gli scenari

Possiamo affermare, alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni, che la Scandone ha mosso comunque dei passi nella direzione giusta: il giorno 26 giugno si è tenuto un consiglio di amministrazione (al quale De Cesare non ha presenziato, delegando) nel quale è stato approvato il bilancio; la proprietà starebbe provvedendo ad un aumento di capitale per risolvere il problema del RIP, ed ha inviato alla Com.Tec tutti gli incartamenti volti ad ottenere l’iscrizione al prossimo campionato. Il giorno 2 luglio l’organo federale si pronunzierà, annunciando ufficialmente quali sono i clubs in difficoltà e dando loro 10 giorni di tempo per regolarizzarsi.

In queste ultime ore le voci che si sono susseguite sono state tra le più disparate, e tra esse ci sono  l’ipotesi di una cessione del club(anche una consegna del titolo al Sindaco. Il quale dovrebbe provvedere poi a trovare un valido acquirente), e un eventuale “autoretrocessione” in A2, per ridurre i costi di gestione e ripianare la situazione debitoria. Ultimo, ma non meno importante, il legame con la società di calcio della città di Avellino, posseduta sempre da De Cesare e che molti appassionati della palla a spicchi hanno sempre visto come un danno per la Scandone: l’impegno del patron Sidigas nel calcio, partito la scorsa estate, avrebbe distolto la sua attenzione alla pallacanestro, questo è il sentire comune della piazza. Le voci sulla cessione dell società sarebbero poi state ritrattate: De Cesare vorrebbe provare a tenersi almeno una delle due maggiori società sportive del panorama irpino ed avellinese. L’Avellino calcio(che a differenza del basket non è direttamente controllato dalla Sidigas spa), tuttavia, ha già superato la verifica contabile federale, ed è dunque già iscritto al prossimo campionato di serie C; il problema dell’iscrizione, dunque, riguarda solo la società di basket, per tutti i motivi che abbiamo prima elencato.

I tifosi della Scandone, in ogni caso, non sono nuovi a vivere estati così turbolente. E’ capitato già in passato che la società cestistica intitolata a Felice Scandone avesse avuto difficoltà economiche correlate al rischio di non vedersi iscritta al prossimo campionato. Il loro comprensibile malumore è acuito senza dubbio dal silenzio da parte dell’attuale società: non c’è stata una conferenza stampa, nè un’intervista, nessuna parola “ufficiale”, come avvenne per esempio nel periodo di Natale quando De Cesare dichiarò pubblicamente che la Sidigas spa avesse difficoltà “attinenti alla situazione del mercato del gas in generale“.

Ed è con ogni probabilità proprio questo il punto: un’azienda leader del settore energetico che sta affrontando un periodo difficile. In una realtà provinciale come quella irpina, un settore come quello energetico è legato a doppio filo anche con la politica; non conoscendo tutti i risvolti è doveroso mantenere un basso profilo, ma è innegabile che le turbolenze amministrative vissute nell’ultimo anno dal Comune di Avellino (da un sindaco pentastellato ad uno civico di centrosinistra, passando per otto mesi di commissariamento) stiano avendo delle ricadute anche sulla Sidigas e di conseguenza, sui due sport più seguiti dalla cittadinanza.

La quale cittadinanza resta freneticamente alla finestra, in attesa di novità sia dalla Com.Tec a sia da De Cesare; tutti stanno remando insieme, per quello che possono, affinchè continui un’ avventura, ormai ventennale,  in serie A della Scandone.

 

 

 

 

 

 

 

 

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