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Un Avellino ‘lampeggiante’: tra luci, ombre e segnali di ripresa

Un'analisi a cura di Antonio Fusco

L’Avellino delle ultime partite di campionato, possiamo dire che sia stato “lampeggiante”. Se, infatti, dopo la sosta per le nazionali avevamo ammirato una squadra carica e capace di una vittoria scintillante, 4-1 in casa contro la Sampdoria, già nella trasferta di Cesena erano arrivate le prime avvisaglie. Con i Lupi in difficoltà, ma comunque abili a portare a casa un punto. In casa, contro il Padova, è arrivato un ko, mentre contro la Virtus Entella un copione simile: la rete di Adamo salva i biancoverdi, al 90′ + 4′, dopo una gara non entusiasmante.

Dalla Sampdoria al Padova: una squadra dai due volti

Dopo la grande vittoria contro la Sampdoria, a Cesena ecco le prime avvisaglie: un Avellino che si è limitato a contenere nel primo tempo, salvo poi reagire al gol dei romagnoli nella ripresa, tornando a casa con un punto prezioso grazie a Izzo.

Nella gara casalinga contro il Padova dello scorso sabato, abbiamo ritrovato un Avellino alquanto spento. Nel primo tempo, il ritmo delle azioni, delle giocate e dei pensieri è stato lento, una condizione che ha consentito al Padova di imbrigliare efficacemente i lupi. Dopo aver trovato il vantaggio, i veneti sono stati bravi a chiudersi e a far girare a vuoto gli uomini di Nesta.

La sconfitta con il Padova: non basta parlare di sfortuna

I biancoverdi, nella ripresa, hanno tentato di cambiare passo, ma la manovra è apparsa più frenetica che ragionata. È vero, l’Avellino ha avuto tante occasioni per andare a segno, ma queste sono sembrate più il risultato di azioni estemporanee e del caso, piuttosto che la conseguenza di un’idea di gioco precisa e sistematica.

Sì, contro il Padova l’Avellino ha avuto anche sfortuna, ma ridurre tutto a questo non basta. È giusto ricordare, infatti, che nel calcio anche il portiere è un fattore: lo è stato in numerose occasioni Martinelli per l’Avellino, così come lo è stato Sorrentino per il Padova lo scorso sabato.

Insomma, in una sconfitta non si possono dimenticare i meriti degli avversari e, allo stesso tempo, i propri demeriti, tenendo conto anche del fatto che quella contro il Padova è stata la prima gara in cui l’Avellino non è riuscito a segnare.

I limiti dei biancoverdi e la necessità di trovare nuove soluzioni

In ogni vittoria esistono meriti che vanno oltre la fortuna, così come in ogni sconfitta ci sono demeriti che vanno oltre la sfortuna. E i biancoverdi ne hanno avuti. Se approcci male la gara, se non alzi i ritmi, se non trovi soluzioni contro una squadra che ti chiude le linee di passaggio, raddoppia sistematicamente le marcature sui tuoi uomini migliori e ti toglie ossigeno a centrocampo, allora le responsabilità sono evidenti. Soprattutto quando non riesci a trovare alternative nei momenti in cui non puoi essere bello nel gioco.

Demeriti che sembravano destinati a ripresentarsi anche nella sfida contro la Virtus Entella dello scorso martedì. Un approccio alla gara troppo leggero e l’impressione di non riuscire a compiere scelte capaci di sorprendere avversari che ormai stanno imparando a conoscerti: una squadra al di sotto delle aspettative e persino del livello che dovrebbe competere all’Avellino.

Contro la Virtus Entella la reazione: Izzo e Adamo decisivi

E invece no. Martedì, contro la Virtus Entella, mister Nesta ha indovinato le mosse e l’Avellino ha ritrovato se stesso, gli stimoli e la capacità di reagire. Forse un po’ in ritardo, ma tant’è. E poi c’è Izzo, che quando è in forma è davvero di un altro pianeta.

Non va sottovalutato neppure il coraggio del mister, che ha fatto esordire in campionato Adamo, venendo ripagato con il gol del pareggio. Una rete che potrà anche essere sembrata fortunosa, ma che Adamo ha raccontato come voluta. In una gara in cui pesa anche la rete annullata a Di Maggio.

Resta comunque un pareggio importante, che muove la classifica e permette di guardare con uno spirito diverso all’ostica sfida di domenica contro il Pisa, al Partenio-Lombardi.


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