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VIDEO | Ballardini-Avellino, il primo giorno: cosa si è visto in campo ieri

Biancoverdi oggi nuovamente in campo per una seduta a porte chiuse, ma com'è andato il primo allenamento del tecnico ravennate? Il racconto

Ad Avellino è ufficialmente iniziata l’era Ballardini. Dopo l’esonero di Raffaele Biancolino, il mister ravennate, esperto in salvezze nel campionato di massima categoria, è stato selezionato come successore. Per riportare equilibrio e infondere sicurezza in un gruppo che, negli ultimi mesi, sembrava aver perso sia uno che l’altra. Ieri, per l’allenatore ex Genoa, la firma sul contratto, l’ufficialità dell’accordo (fino al 30 giugno 2026) e il primo allenamento.

Ballardini ad Avellino: la prima seduta d’allenamento

In compagnia del suo vice Carlo Regno e del collaboratore tecnico Roberto Beni, oltre che dello staff superstite dall’esperienza di Biancolino (l’allenatore dei portieri Pasquale Visconti, i preparatori atletici Luigi Gennarelli e Luigi Garofalo, il collaboratore tecnico Davide Santeramo ed il match analyst Massimo Foria), mister Ballardini ci ha tenuto subito a radunare la squadra per un discorso. Seguito, poi, dagli applausi scroscianti del pubblico, giunto in massa per assistere alla prima seduta del nuovo corso.

Ballardini è subito parso molto attento e preciso, fermando gli esercizi per degli accorgimenti, riguardanti movimenti e posizioni in campo. La seduta ha preso il via con una ventina di minuti di giro-palla, tra due gruppi più uno fisso, con soltanto uno o due tocchi. Gioco veloce all’interno di spazi stretti, per aumentare la connessione e soprattutto la velocità della palla: una delle pecche del gioco di Biancolino.

La partitella e le indicazioni su moduli e ruoli

Il lavoro è proseguito con una partitella amichevole, la cui indicazione più importante deriva dai moduli provati. L’utilizzo della difesa a 4, in entrambe le selezioni, è sicuramente il segnale più importante. Le due squadre, ad inizio partita, scendevano così in campo:

GRUPPO A (4-3-1-2): Iannarilli; Missori, Enrici, Fontanarosa, Milani; Kumi, Le Borgne, Sounas; Insigne; Tutino, Pandolfi.

GRUPPO B (4-3-1-2): Daffara; Cancellotti, Simic, Reale, Sala; Palumbo, Palmiero, Besaggio; Sgarbi; Patierno, Biasci.

Per il mister anche prove di 4-3-2-1 nel corso della seduta, con D’Andrea e Insigne alle spalle di Pandolfi. In fase di non possesso, invece, le due squadre si riposizionavano con un 4-4-2 basico, con reparti stretti.

Poi, verso la fine, ha lavorato sui reparti singolarmente: difensori da un lato del campo, a curare gli anticipi, centrocampo e attacco dall’altro. Play (Le Borgne/Palmiero) che smistavano palla sugli esterni (Missori/Cancellotti a destra, Sala/Milani a sinistra), i quali poi andavano dentro per gli attaccanti, pronti ad inserirsi in area, insieme alle mezzali, per aggredire primo e secondo palo. Subito dopo le mezzali (Sounas/Palumbo da un lato, Besaggio/Kumi dall’altro) verticalizzavano per i trequartisti (Russo/Insigne) che tiravano da fuori. Insomma ha cercato ordine e dinamiche semplici: una scelta coerente con il suo credo calcistico, in situazioni di questo tipo.

Oggi, invece, si ritornerà nuovamente in campo, alle ore 15, per la seconda seduta di allenamento del ciclo Ballardini. L’allenamento si svolgerà a porte chiuse. Domani, invece, il tecnico si presenterà alla stampa: conferenza fissata alle ore 14:30. Il primo impegno del tecnico, fondamentale per la stagione dei lupi, avrà luogo a Reggio Emilia, domenica ore 17:15, contro la Reggiana.


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