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Nesta: “Serve mentalità, andiamo a Benevento per fare battaglia. Gli attaccanti si sbloccheranno”

Le parole del tecnico dell'Avellino alla vigilia del derby contro il Benevento

Profumo di derby, alle porte dell’undicesima giornata del campionato di Serie B. L’Avellino si prepara alla trasferta di Benevento dopo la vittoria revitalizzante contro il Pisa. I biancoverdi sono attesi al ‘Vigorito’ per un match storico, che mette inoltre in palio tre punti pesantissimi per il prosieguo della stagione. La formazione di Floro Flores vuole tornare alla vittoria, dopo il pari contro il Catanzaro e la sconfitta contro la Cremonese. Motivazioni su motivazioni per entrambe le squadre, ma la squadra di Nesta dovrà fare a meno del suo tifo dato il divieto di trasferta per i residenti in Irpinia. Il tecnico dei Lupi ha parlato, questa mattina in conferenza stampa, di questo e molto altro.

Le dichiarazioni di Nesta

Queste le sue parole: “Parliamo di un derby, è una gara difficile anche per il valore della squadra. Hanno mostrato una discreta forza, abbiamo numeri molto simili. Poi loro hanno identità, da l’anno scorso hanno iniziato a costruire qualcosa. Noi andiamo lì per fare una battaglia: bisogna andare lì con forza”.

Simic, centrocampo e attacco: “Simic ha avuto vari problemi, ha subito due distorsioni in poco tempo: non sta benissimo ancora. La punta? Vive di gol. Abbiamo Biasci, che è stato sfortunato più volte. Sia a Chiavari, sia con la Samp. Poi abbiamo Cheddira e Favilli. Noi sappiamo che appena fanno gol cambierà la loro vita. Walid? Contro il Pisa ha fatto un lavoro incredibile. Io sono contento, i gol arriveranno. Centrocampo? Abbiamo caratteristiche diverse, mettiamo i giocatori a seconda della partita e in base a ciò che ci serve. Anche a gara in corso”.

Sugli attaccanti: “In questo momento Russo ha preso la scena. Ma io sono sicuro che se iniziano a fare gol, poi partono. Devono fare le partite e giocare senza pensarci, poi appena segnano non si fermano. Gli attaccanti sono una razza a parte, io sono sereno”.

Su Palumbo: “Dipende che compiti gli dai: se vuoi una mezzala che corre, tipo Di Maggio, è diverso. Per un percorso futuro, anche in una categoria maggiore, può fare il play moderno: alzandosi anche a volte. Martin deve costruire una mentalità e acquisire continuità: deve essere forte con la testa perché ha grandi qualità”.

Le convocazioni in U21: “Moruzzi e Faticanti devono stare sul pezzo, devono andare sempre a duecento all’ora. Devono capire che in questo lavoro bisogna andare forti”.

Il valore del derby, le parole di mister Nesta

Sul Benevento: “Sappiamo che caratteristiche hanno, sugli esterni hanno giocatori forti. Si muovono tanto, danno pochi punti di riferimento. Poi hanno dei punti deboli. Le squadre di Serie B però sono molto simili per atteggiamento. La continuità è la cosa più difficile in questo campionato: a volte esistono aspetti tattici, ma poi l’aspetto più importante è la testa. Fare leva sulla forza mentale per trovare continuità”.

Sui tifosi: “I derby devono avere entrambe le tifoserie. A noi mancherà qualcosina, ma questo deve darci forza. Dobbiamo andare a battagliare”.

Sul derby: “Ho giocato tanti derby: a Roma ho fatti i danni. Come il derby di Roma non vivevo nient’altro. Ho fatto il derby in semifinale di Champions ma ero rilassato, il giorno dopo ero in bici a Milano. Io so come si sente la gente, perché sono stato tifoso. Lo sento, è una partita importante. Per questo so che serve una partita importante. Benevento? Ho perso contro Pippo, le ha vinte tutte, hanno perso anche tutti gli altri. Ha fatto la storia”.

Sulla mentalità: “La continuità si trova creando una mentalità nel singolo. Serve mentalità di squadra, ma bisogna dare forza ai singoli. Bisogna creare giocatori più solidi mentalmente. Sta a me creare menti forti, perché alcuni giocatori vivono momenti altalenanti”.

I calci piazzati: “Noi studiamo le partite e poi facciamo un lavoro particolare con i piazzati. Con Massimo Lo Monaco. Ma anche lì è questione di mentalità: a partire da chi calcia a chi va a colpire. Con determinazione cambiano le esecuzioni. La mentalità fa la differenza. Io ho vinto trofei importanti senza fare tattica: devi avere identità, ma per avere successo serve un gruppo forte nella testa. Noi ci sentivamo forti e vincevamo”.

Sugli avversari con esterni offensivi o trequartisti mobili: “Abbiamo giocato con ali larghe, ma anche con trequartisti mobili. Sono giocatori che hanno più qualità. Noi con i raddoppi proviamo a sistemare le cose. Il campionato ci dice che abbiamo avuto più difficoltà con loro. Dobbiamo sfatare anche questa cosa”.


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