Petardi con chiodi e lamette: la Digos di Salerno chiude il cerchio

Petardi con chiodi e lamette: la Digos di Salerno chiude il cerchio

Sono in corso di identificazione gli autori del gesto vile di ieri all’Arechi. Si cerca anche l’autore del lancio di pietra che ha colpito il guardalinee

La Digos di Salerno chiude il cerchio. Il Questore di Salerno Pasquale Errico segue da vicino le indagini. Servizio d’ordine impeccabile per la sfida dell’Arechi. Va dato atto al Questore Errico di aver curato l’esodo dei duemila avellinesi nel minimo dei particolari. Nessun problema fuori dallo stadio prima e dopo il match. Ingresso e deflusso impeccabili. Ma qualcosa è andato storto durante il match. Alcune lacune sono apparse subito evidenti. Non ha retto per nulla il cordone degli steward che hanno praticamente azzerato la linea di confine tra tifosi salernitani presenti nel settore Tribuna e quello degli irpini nel proprio settore di competenza. E già molto prima del match, parliamo di una mezz’oretta, i primi lanci di petardi all’indirizzo degli irpini è apparso clamoroso. Solo la gabbia che riparava i supporters biancoverdi ha scongiurato il peggio. E purtroppo non si è intervenuto anche perchè quel settore salernitano era occupato da frange di gruppi ultras “espulsi” dalla Curva Sud Siberiano. Si tratta di gruppi di provincia, Mercato San Severino e Torrione. E’ lì che la Digos indirizza le proprie attenzioni. Perchè da lì sono partiti i lanci di petardi modificati clamorosamente con il chiaro intento di far male e colpire la tifoseria biancoverde che, fortunatamente, non ha reagito evitando che la situazione degenerasse. Ma la situazione, chiara, ai rappresentanti delle forze dell’ordine, ha avuto anche un suo clamoroso culmine quando il segnalinee è stato sfiorato dal lancio di una pietra dal settore salernitano. Richiamata l’attenzione del direttore di gara, il match è stato interrotto per pochi secondi e il guardalinee, con senso di responsabilità, ha fatto cenno a Pinzani che si poteva proseguire. L’Arechi rischia la squalifica e quasi sicuramente il divieto di trasferta per l’ultima sfida di campionato per giovedì prossimo. Deciderà il Giudice Sportivo, naturalmente e Lotito potrebbe clamorosamente cavarsela con una maxi ammenda (di almeno 50mila euro). Attendendo la Giustizia Sportiva, il lavoro degli inquirenti continua. Visionati i filmati dell’impianto di videosorveglianza, le notizie che arrivano da Salerno, parlerebbero di provvedimenti già pronti a partire. Il Questore Errico, la cui carriera è stata sempre costellata da onoreficenze e encomi per il grande lavoro svolto (ha diretto con successi clamorosi anche il commissariato di Gioia Tauro) ha chiesto il pugno di ferro. Presto arriverà l’individuazione dei responsabili e per loro partiranno anche le denunce di danneggiamenti aggravati oltre al provvedimento amministrativo del Daspo. Sono almeno 10 i tifosi che sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche addirittura all’interno dell’Arechi. Nessuno riusciva a spiegarsi, come mai, dopo l’esplosione dei petardi, i supporters più vicini subivano tagli evidenti al corpo. Poi si è scoperto l’arcano. Quelle bombe carta erano modificate con lamette e persino bulloni. Fortunatamente la gabbia ha limitato i danni che potevano essere sicuramente più evidenti in assenza di protezione. Un gesto inqualificabile che, ci permettiamo di dire,non ha nulla a che fare con la mentalità ultras. Ecco perchè i responsabili vanno individuati subiti ed allontanati dallo stadio per evitare altri gesti ignobili come quelli di ieri. La Questura di Salerno lavora in questa direzione. Nelle prossime ore ci saranno certamente delle novità.

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