“Cari Luca e Marco, provo grande amarezza nel vedervi pestare le dita della vostra Vanoli”

“Cari Luca e Marco, provo grande amarezza nel vedervi pestare le dita della vostra Vanoli”

Il patron di Cremona scrive una lettera a Vitali e Cusin in cui ricorda il grande legame creatosi negli anni scorsi coi due ex giocatori del sodalizio lombardo

Tra i protagonisti della sfida di sabato sera contro la Vanoli Cremona ci sarà anche Marco Cusin. Ieri, intervistato dalla nostra redazione, il centro della Sidigas Avellino ha sottolineato l’importanza e la delicatezza di una sfida come quella contro i lombardi. Il friuliano ha anche ricordato il suo rapporto con Cremona evidenziando anche come il suo addio al suo ex team non sia dipeso in primis da lui e affermando come: “Dovreste chiederlo all’attuale capo allenatore di Cremona e alle persone che hanno condiviso le sue scelte fino ad oggi. La decisione, comunque, non è stata presa dal sottoscritto: sono contento di essere ad Avellino.”

Dichiarazioni che hanno innescato la lettera di risposta del patron di Cremona, Aldo Vanoli, affidata al portale web della società in cui si rimarca il grande affetto e stima che c’è sia per Cusin sia per Luca Vitali.

Queste le parole del n.1 dei cremonesi:

“Cari Luca e Marco,

vi scrivo questa lettera aperta come presidente di una delle società che vi ha cresciuti e accuditi, anche in momenti non facili della vostra carriera, e prima ancora come vostro amico ed estimatore, come uomini e giocatori. Paolo per noi non è dissimile a voi. Per la società è un figlio, proprio come lo siete stati voi. Si è preso l’enorme responsabilità di provare a riparare alle scelte iniziali, quelle di un progetto condiviso e avallato da tutto lo staff e dalla società, e credo abbia tutto il diritto e il dovere di farlo con dignità. Provo grande amarezza nel vedervi pestare le dita della vostra Vanoli Basket proprio nel momento in cui sta cercando di restare aggrappata a quei livelli d’eccellenza a cui voi avete contribuito a portarla, e necessiterebbe perciò di tutte le energie che può richiamare a sé per farlo. Non è questo il ricordo che abbiamo di voi, come uomini prima che come giocatori.

Vi auguro ogni bene per il prosieguo delle vostre carriere sportive e umane.”

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