Nargi: “Nuovo stadio, opera più importante della città. Ecco come sarà”. E sulla cittadella dello sport…
Il candidato Sindaco al Comune di Avellino ha rivelato i piani per regalare alla città il nuovo impianto sportivo

Il nuovo stadio Partenio-Lombardi è uno dei punti cardine del programma elettorale di Laura Nargi, candidata a Sindaco di Avellino. Lo ha spiegato anche nell’ospitata a La Tana del Lupo, in onda su SportChannel, con un intervento esaustivo su quello che sarà il futuro dell’impianto sportivo cittadino.
Nuovo stadio, l’idea di Nargi e D’Agostino
“L’idea è dentro al progetto. Io e il mio alleato Angelo D’Agostino abbiamo immaginato il nuovo stadio e lo faremo, sarà un’opera importante, la più importante per la città per i prossimi 10 anni. Un’opera urbanistica, commerciale, sportiva, identitaria“, ha commentato Laura Nargi.
Il project financing del nuovo Partenio-Lombardi è descritto come un’opera già completa. Riconosciuto l’interesse pubblico e confermata la volontà del proponente, restano da superare alcuni problemi tecnici, tra cui l’adeguamento della rete fognaria lunga tre chilometri: “Dovessimo vincere la campagna elettorale, sicuramente supereremo tutti gli ostacoli incontrati in questi anni, che stavo già superando nel mio anno di Sindaco, ovvero i tre chilometri di rete fognaria, per poi andare a depositare il progetto in Regione Campania“.
Dal nuovo stadio alla cittadella dello sport
Nelle intenzioni di D’Agostino e di Laura Nargi c’è un impianto che “faccia da traino alla cittadella dello sport“, rivela il candidato Sindaco. Uno stadio “che avrà più funzioni, non solo sportiva – prosegue Nargi . Dovrà essere accogliente, capiente, degno della nostra squadra. Ci saranno attività commerciali e visitatori che frequenteranno questo luogo non solo per le partite“.
Insomma, il nuovo stadio di Avellino è una necessità per una squadra che punta a migliorarsi anno dopo anno e che sogna la Serie A. D’Agostino, a fine aprile, spiegò: “Dobbiamo dare una casa all’Avellino per disputare le partite. Se dovessimo andare ancora meglio, cosa facciamo?“. Una domanda che non va assolutamente lasciata inevasa.






