Accade che alla fine recrimi. Per aver sofferto troppo nel primo tempo e ad inizio ripresa. Accade che prendi uno schiaffo di quelli forti che ti fanno girare la testa. Gol su uno spiovente. E’ lì comincia la partita. Non prima aver maledetto a gran voce uno che non sai se l’hanno mandato o ci è venuto. Un tal Manganiello di Pinerolo che quando ha di fronte l’Avellino vede rosso peggio dei tori infuriati. Che non ti fischia nulla a favore quando è palese. E poi completa l’opera decidendo, nel dubbio, di non dare il gol a Comi che sotto misura la aveva appoggiata in rete a portiere battuto. In poche parole un vero e proprio disastro. Le speranze di ribaltare la gara contro il Vicenza vengono affossate nell’acquitrino del Partenio-Lombardi. Tante sono le critiche, piovute sulla truppa di Rastelli e sullo stesso tecnico. Ma criticare ora è semplice? Dopo due grandi successi i ragazzi vanno sostenuti. I fatti sono chiari: l’Avellino ha ceduto il passo al Vicenza. Punto e basta. E la colpa è da dividere tra tutti, calciatori, dirigenti, e tecnici. Ma per come è maturata la gara, l’Avellino può uscire a testa alta. Nessun dramma, è ovvio un ko può capitare a tutti. Ma il patto deve essere chiaro che non si verifichino più. L’Avellino non ha peccato di presunzione: ha giocato con la stessa l’umiltà predicata costantemente dal suo tecnico ma è stato sorpreso da un Vicenza sicuramente più arrempante e rinfrancato dalla cura firmata Pasquale Marino. Ora come ora nulla è perduto. La gara contro i biancorossi deve servire da monito per i biancoverdi. In avanti stavolta non c’è stata la solita brillantezza vista a Modena, ma mettere sul banco degli imputati una squadra che ha sempre lottato è reato. La truppa biancoverde è già proiettata alla prossima gara interna contro il Varese. Castaldo e soci sono pronti. Sabato i biancoverdi dovranno scendere in campo con la foga di cento leoni. Massimo Rastelli potrà contare sul rientro di un certo Rodrigo Ely, una carta che può rivelarsi importante in vista della sfida contro i ragazzi di Bettinelli. Ai box ci sono ancora Regoli e Vegara, si è rivisto Schiavon ma mandarlo in campo è prematuro. Contro il Varese i lupi sono pronti ad azzerare di nuovo l’avversario di turno. Servirà un pronto riscatto, per tornare di nuovo lassù.
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