D’Angelo vuol dire vittoria: quando segna lui…si vince

Gli 11 centri in C del centrocampista hanno un dato in comune: la vittoria

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

Serviva una vittoria all’Avellino per cavalcare l’onda dell’entusiasmo e lanciare un primo messaggio di sfida al campionato e la vittoria è puntualmente arrivata in quel di Palermo. Imponendosi per 2-0 sui rosanero, la formazione biancoverde ha dato prova del suo valore, restando a punteggio pieno e mettendo in mostra una crescita complessiva che fa sognare i tifosi.

A decidere la sfida del “Barbera” è stato il centrocampista Sonny D’Angelo, al suo secondo centro in biancoverde. Il ragazzo palermitano sta vivendo un vero e proprio sogno in questi primi scorci di stagione. Dopo aver trovato in extremis il gol vittoria con la Viterbese, l’ex Livorno si è ripetuto ieri – a distanza di una settimana – regalando ancora una volta i 3 punti ai lupi. In 2 partite con la maglia dell’Avellino, dunque, D’Angelo ha già trovato 2 gol vittoria, il che fa di lui un vero e proprio amuleto.

Sentenza

La definizione di match winner o di “sentenza” gli si addice ancor di più se si considerano le statistiche complessive della sua giovane carriera. In Serie C, D’Angelo ha realizzato finora 11 reti, 9 con la maglia della Sicula Leonzio e 2 con quella dell’Avellino, distribuite in 10 partite. Ebbene sì, tutte queste gare si sono chiuse con un successo per la squadra di D’Angelo, le cui reti assumono perciò un peso specifico molto significativo.

Quando segna il centrocampista classe ’95, quindi, la sua squadra porta sempre a casa i 3 punti, in 10 occasioni su 10. In 6 casi, addirittura, D’Angelo ha messo a segno la marcatura decisiva, quella che ha indirizzato in maniera definitiva l’esito della gara. Questo è quanto avvenuto nelle prime due gare in biancoverde, ma anche ai tempi della Sicula contro Francavilla, Potenza, Rende e Akragas.

Quello appena evidenziato è un dato molto interessante, che permette di identificare in D’Angelo un vero e proprio missionario della dea Nike, di quella piacevole abitudine chiamata vittoria.

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