“O palla o gamba”, le dure sfide tra Di Somma e Braglia

Avellino-Catanzaro rievoca le sfide tra gli attuali diesse e tecnico dei lupi

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb
Di Somma Braglia

“Con il Catanzaro sono sempre state partite belle e combattute. All’epoca dall’altra parte c’era Piero Braglia, con lui ci siamo sempre beccati in campo”. A pochi giorni dalla sfida con i calabresi, intervenuto a “Contatto Sport”, il diesse dei biancoverdi Salvatore Di Somma ha posto l’accento sulle grandi sfide del passato tra Avellino e Catanzaro, ricordando gli incroci nell’incrocio con mister Braglia. Nell’epoca d’oro delle due formazioni, quando entrambe militavano in A, ad animare le sfide tra lupi e aquile del sud erano infatti proprio gli attuali diesse e tecnico dell’Avellino.

Sin dal suo arrivo in Irpinia, lo stesso Braglia ha ricordato a più riprese la durezza di quelle sfide. Erano gli anni della “Legge del Partenio”, gli anni di una squadra – quella biancoverde – che non mollava davanti a nulla e a nessuno. E che marcava stretto, pronta a tutto per difendere la propria porta e la propria identità. E Braglia quelle marcature se le ricorda molto bene, in particolare quelle di Di Somma:  “Con lui litigo da una vita, da quando mi dava calcioni in Serie A, ero un attaccante sgusciante e lui uno che faceva male, gamba o pallone. Meglio diventare amici e lo siamo da quando abbiamo lavorato alla Juve Stabia”.

Sogno

Tra i tanti duelli dei due amici-nemici si ricorda in particolare quello della stagione ’81-82, quando Di Somma e Braglia si scambiarono – in qualità di capitani – i gagliardetti. Un atto di sportività e cortesia prima dell’accesa battaglia, fatta di contrasti, liti e paroloni. Da due tipi come loro è difficile aspettarsi qualcosa di diverso.

A tanti anni di distanza da quei giorni, oggi Di Somma e Braglia giocano in coppia e coltivano il sogno di riportare l’Avellino in Serie B. Un sogno che passa anche dalla gara di domenica: una gara in cui passato, presente e futuro del duo biancoverde si intrecciano in un pomeriggio di grandi emozioni.

 

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