INTERVISTE

De Napoli: “Braglia vuole una reazione da alcuni giocatori, la Turris è una realtà”

Ecco cosa ha detto l'ex giocatore biancoverde

L’ex calciatore dell’Avellino Fernando De Napoli, attuale coordinatore tecnico del settore giovanile del club irpino, ospite ai microfoni di Prima Tivvù, ha espresso la propria opinione sul campionato della compagine irpina, toccando poi varie tematiche inerenti il mondo biancoverde, partendo inevitabilmente dal pareggio casalingo contro il Picerno.

A Messina buona gara, ieri ci aspettavamo qualcosa in più. È stato sbagliato l’atteggiamento dei ragazzi, forse si aspettavano che fosse più semplice ma non è stato così. In questo momento penso che lo spogliatoio sia unito, poi le difficoltà si aggiustano. C’è Di Somma che sa cosa fare, deciderà lui con l’allenatore. Tante volte gli allenatori parlano così – riferendosi alle dichiarazioni di mister Piero Braglia nel post gara – per poi aspettarsi un cambio di atteggiamento la partita successiva. Vuole una reazione da alcuni calciatori, li ha stimolati”. 

Prosegue dicendo:Nelle prossime 4 gare ci renderemo conto di com’è realmente l’Avellino, se può dare qualcosa in più in questo campionato. Aspettiamo quindi e vedremo se andare sul mercato“.

Sul centrocampo biancoverde:Penso che Aloi non è da buttar via, è un mediano che può dar di più sicuramente. Manca proprio un centrocampista che porti la palla avanti, che sappia passare la palla agli attaccanti. Il classico regista che sa fare gioco“.

Su una probabile risalita della classifica:È possibile fare la rimonta, il Bari è partito forte ed è una grande squadra, sta andando forte. Però io credo nell’Avellino, credo nei tifosi che sono sempre vicino alla squadra anche fuori casa. Dobbiamo essere tutti ottimisti. Bisogna entrare in campo e dire noi siamo l’Avellino, non siamo una squadra che sta lottando per non retrocedere. Siamo una squadra che ha dei buoni giocatori e con un ottimo allenatore”.

Sul tridente fantasia composto da Kanoute, Di Gaudio e Micovschi:Per entrare in partita devono dargli la palla, devono rendersi conto che sono giocatori importanti per l’Avellino“.

Sulla prossima contro la Turris:Sono partite che si preparano da sole, penso che sarà una bella partita. La Turris è una realtà, sta giocando bene. Io l’ho vista col Catanzaro, è un’ottima squadra“.

Sul pubblico avellinese: “Dobbiamo far ritornare i tifosi allo stadio come una volta. Ci vuole un po’ di tempo e di pazienza. Il pubblico avellinese è stato abituato bene negli anni passati e non solo quando giocavo io. Sono stati anni meravigliosi, sono nato qui. Allora li capisco. Avellino ha bisogno di qualche categoria superiore, la Serie C è stretta”.

Sul sodalizio biancoverde timonato da D’Agostino: “La società sta facendo dei sacrifici, vuole che l’Avellino salga in Serie B”.

Sulla sua nuova esperienza nelle giovanili biancoverdi:Sono due mesi che sono qui e sto molto bene, poi ci sono tanti ragazzi da vedere. Ho conosciuto tutti gli allenatori dell’Avellino del settore giovanile. Speriamo che usciranno fuori questi ragazzi come ha fatto Parisi”.

Si lascia andare anche a dei ricordi: “Ho avuto la fortuna di fare due mondiali e non sono pochi, soprattutto sono andato con la maglia dell’Avellino e quello non lo dimenticherò mai. Giocare con la maglia dell’Avellino mi ha dato più emozione rispetto a giocare con Maradona. Io sono nato in mezzo alla strada, per me è stata un’emozione. Ho ancora la maglia dell’Avellino di quando andai in Nazionale, l’unica che mi è rimasta“.

Sull’anno del terremoto:Quell’anno lì è stata la squadra più forte che l’Avellino abbia mai avuto. Noi partimmo da meno 5 punti e ci salvammo in Serie A. Io avevo 15 anni, me lo ricordo bene. Il terremoto ci ha danneggiato tanto, ma i tifosi hanno avuto la forza di reagire e sono stati vicini alla squadra“.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio