Amatori della Bici di Atripalda in vetta all’Agerola

Le strade che oltre 50 anni fa furono rese celebri dall’impresa del campionissimo, Fausto Coppi, domenica scorsa sono state teatro della Granfondo della Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana.

15 giorni dopo la Granfondo Costa d’Amalfi, il ciclismo amatoriale campano ripercorre la costa più famosa del Meditarraneo dal versante Sorrentino, esibendosi nella più dura e affascinante Gf campana.

Dopo la partenza data dal grazioso paesino montano di Agerola, palcoscenico naturale sulla costiera amalfitana, la carovana di ciclisti si è tuffata tra le stradine di Gragnano, Castellammare e Sorrento che hanno introdotto, dopo lo scollinamento di Picco S. Angelo, gli atleti sulla costiera.

Questo immaginifico paesaggio, da qualcuno definito come incomprensibile, dove solo il mare è orizzontale, e tutto ciò che è terra ferma è quasi perpendicolare, fatto di continui saliscendi, brevi e ripidi dislivelli uniti da curve a volte sinuose altre spigolose, ha visto le proprie strade solcate da circa 500 ciclisti provenienti da ogni parte d’Italia!

I circa 1700 mt di dislivello totale sono stati utili a coprire un percorso di 100 km, che ha avuto come apice della sua difficoltà la salita finale del monte Agerola: 13 duri chilometri sino al valico che collega la frastagliata costa alla piana del Vesuvio.

Sull’infinita serie di tornanti verso Agerola, che si affacciano a picco sull’insenatura di Conca De’Marini, il campione del mondo Antonio Borrelli, vero mattatore di questa prima parte di stagione, ha staccato tutti, giungendo solitario al traguardo!

I ciclisti, domenica scorsa, in tale scenario, sono divenuti d’improvviso lontanissimi puntini irriconoscibili, nascosti tra le pieghe della montagna che precipita a picco verso il mare. Questi puntini prendevano forma man mano che si avvicinavano alla meta, apparivano e scomparivano, ora nascosti dalla roccia, ora illuminati dal sole d’aprile; ebbene, 4 di questi puntini erano contraddistinti da un’appartenenza comune! De Pascale, Acone, Frongillo e Basile hanno portato fino in vetta i vessilli giallo-blu atripaldesi, attraversando prima le perle di entrambi le costiere, poi guadagnando il traguardo sulle rampe dell’Agerola. Chapeau

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