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Buon campionato dal Lato Debole

Ogni quattro anni l’italiano medio per poco più di quindici giorni l’anno si riscopre “allenatore di pallone”: la mattina apre il giornale, lo legge e, insieme ad altri CT, analizza/tatticizza/ipotizza, il tutto davanti ad una tazza di caffè o una birra ghiacciata.
Ogni quattro anni.
Ad Avellino, invece, ogni giorno l’avellinese medio si riscopre allenatore di basket, arbitro, general menager, amministratore delegato e davanti al proprio compuret, in ufficio (soprattutto) o a casa, pubblica cazzate sui vari social network. Le accese discussioni passano dalle disamine tecniche alle offese personali in poco più di due minuti.
Ogni giorno.
I dibattiti nascono perché il più intelligente – vi assicuro che ci sono molti “galli sull’immondizia” – pubblica sul proprio profilo facebook freddure più o meno fondate e lo fa perché “lui si che ne capisce”.
Ognuno di noi conosce un amico al quale è stata detta una cosa che nessuno deve sapere; ognuno di noi ha un amico che lavora per “ la società” e quindi “sa perfettamente come vanno le cose”; ognuno di noi ha sentito dire o ha intercettato notizie fondatissime; ognuno di noi, guardando vari profili facebook, pensa di essere migliore degli altri perché “a differenza loro ha una vita e non vive solo in funzione della Scandone”.
Ognuno di noi.
Ogni giorno ci sono nuove, ogni giorno c’è qualcosa da commentare ed anche io voglio commentare, lo che sono il lato debole.
Non capisco assolutamente nulla di basket – tanto per chiarire – ma questo non mi rende speciale: lo dico perché sono esattamente uguale all’avellinese medio di cui sopra.
L’unica diversità che mi permetto di sottolineare è che non appartengo alla categoria di chi esprime giudizi a caso solo perché appartiene ad una fazione piuttosto che all’altra.

Ho sentito dire spesso: “dobbiamo ringraziare di vedere ancora la serie A perché prima etc etc etc” e a dirlo sono le stesse persone che “prima” elogiavano e difendevano i diversi “supermegadirettorigalattici” che si sono avvicendati al comando.
Ogni anno la prima partita casalinga della Scandone ci regala scene degne dei migliori film demenziali: le groupie si vestono di tutto punto sperando di essere le prime ad essere “asfaltate”; giornalisti, dall’alto della tribuna stampa, si trincerano dietro i loro computer e fanno la gara a chi ce l’ha più lungo…..l’articolo; i tifosi mostrano i nuovi striscioni preparati durante l’estate…..i materiali per realizzarli costano, ma la passione è passione!; le facce allegre/ festose/ paraculo della domenica pomeriggio sono quasi scongelate, ma soprattutto il sudore della fronte di chi lavora anche di domenica è pronto per essere sgocciolato sul parquet rigato dai tacchi delle scarpe di chi trotterella in giro per il campo.
Quindi lustriamo la carrozzeria, oliamo bene i motori, buttiamo carbone nella caldaia e saliamo sul carrozzone.
Io sono il lato debole e ogni martedì vi racconterò quello che succede al palazzetto, ovviamente se cercate commenti tecnici e spunti di riflessione non leggete la rubrica ma contattatemi in privato vi darò due o trecento nomi di chi ne capisce più di me di “pallacanestro”.

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