Campetti di Valle, archiviazione per i gestori: “Subita un’ingiustizia”

Arriva il verdetto sullo sgombero dei Campetti di Valle

di Domenico Abbondandolo, @domenicoabb

Si chiude con l’archiviazione la complessa vicenda relativa allo sgombero del complesso sportivo dei Campetti di rione Valle, per anni sede del Memorial Gasparro organizzato dalla Curva Sud. Nello scorso mese di agosto, la Polizia Municipale aveva sgomberato la struttura in seguito ad una denuncia del Comune, sostenendo come la convenzione stipulata tra Palazzo di Città e l’ACSI – l’Associazione che si occupava della gestione dei campi – fosse scaduta nel 2011.

Dopo alcuni mesi di procedimenti giudiziari, ieri l’accusa è caduta. Il Giudice Monocratico del Tribunale di Avellino, il dottor Calabrese, ha archiviato il procedimento a carico di Giuseppe Di Carlo e Massimo Vietri, rispettivamente presidente e vice-presidente dell’ACSI. Secondo il verdetto del Giudice, la denuncia dell’Amministrazione Comunale era basata sul nulla, dato che i fatti non sussistono. Più volte, infatti, i gestori della struttura avevano avanzato richiesta di rinnovo della convenzione.

Il commento

Nonostante il verdetto del Giudice abbia ristabilito la verità dei fatti, resta l’amarezza per l’ingiustizia subita. Ai microfoni del portale orticalab, il vicepresidente Vietri ha espresso tutto il suo rammarico per la vicenda: “Siamo ovviamente felici perché il Giudice ha riconosciuto le nostre ragioni e la totale infondatezza della denuncia a nostro carico. Ma sul punto non c’erano dubbi, basti considerare, tra le altre cose, che di anno in anno l’associazione ha doverosamente pagato al Comune tutte le cartelle esattoriali. Il che, evidentemente, smentisce a prescindere l’ipotesi che potessimo essere degli abusivi.  Abbiamo vissuto mesi orrendi, nel corso dei quali ci siamo dovuti difendere da calunnie ed accuse infamanti, soprattutto per chi, come chi Le parla, ha sempre provato con umiltà e spirito di servizio a servire la comunità a partire proprio dal quartiere di Valle. Tanti ragazzi di quel rione sono cresciuti in quei campetti, sono cresciuti con noi, molti hanno lavorato con noi, e quel che più importa è che ognuno di quei ragazzi avrebbe facilmente potuto prendere strade sbagliate, avrebbe potuto cedere alle tentazioni che una città come questa, povera di alternative, di occasioni di crescita culturale, purtroppo offre alle nuove generazioni”.

Nel tentativo di spiegare le sue ragioni, Vietri ha fatto riferimento anche alla gestione dello stadio Partenio, sostenendo come ci sia stata alla base una forte disparità di trattamento: “Infine, e questo credo sia il punto che più dovrebbe interessare i cittadini, è stato mortificante constatare la disparità di trattamento subita rispetto ad altre strutture ben più onerose nella gestione e sulle quali gravavano ritardi e morosità ben più gravi. Mi riferisco, per esempio, allo Stadio Partenio. Lì è stato possibile definire un accordo, le morosità sono state compensate dai lavori di manutenzione e dalle migliorie fatte. A noi questa possibilità è stata negata, nonostante, lo ripeto, quella struttura l’abbiamo fatta noi, gestita noi, migliorata noi nel corso degli anni. Questo dovrebbe far riflettere tanti su come si esercita il diritto di cittadinanza in questa comunità“.

Chiarita la vicenda, resta ora da capire se e come si potrà ricucire lo strappo con l’Amministrazione: “Nel corso di tutti questi mesi la struttura è stata lasciata all’abbandono, viene quotidianamente vandalizzata e non sono pochi i danni subiti dall’impianto. Siamo da un certo punto di vista orgogliosi di aver costruito quella struttura che comunque resta alla città, a prescindere da quel che sarà, e confidiamo che alla luce di quanto stabilito dal Tribunale si possa riaprire una interlocuzione serena con l’Amministrazione“.

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