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Dalle critiche alla ribalta: Jarvis Hayes, l’uomo in più della Sidigas

Nel saliscendi di risultati che sta contrassegnando il cammino delle ultime giornate di campionato della Scandone, uno dei punti fermi e di maggior garanzia per coach Frank Vitucci è  rappresentato da Jarvis Hayes. Nel match perso contro la Granarolo Bologna, l’ala di Atlanta è stato il top scorer di serata  con 23 punti. Un bottino che gli ha permesso di entrare nella top 5 dei migliori marcatori della ventiseiesima giornata, collocandosi in quarta posizione. L’ottima prestazione contro i felsinei  arriva a coronamento di un girone di ritorno (mancano ancora quattro giornate al termine) in cui l’ex prima scelta dei Washington Wizards è riuscito a mettere sul parquet quella costanza di rendimento, vistasi soltanto a sprazzi nella prima parte dell’anno. L’epurazione di Jeremy Richardson dopo la sconfitta con la Vuelle Pesaro dello scorso mese di gennaio e il conseguente spostamento in quintetto base dello stesso Hayes hanno modificato l’assetto della Sidigas Avellino in termini sia di tonnellaggio che di duttilità dei ruoli. Sono lontani i tempi in cui il cestista, con un passato Nba tra Detroit Pistons e New Jersey Nets, veniva messo sulla graticola dall’opinione pubblica e da una parte di tifoseria per l’enigmatico approccio avuto con la lega italiana, alla luce dell’importanza e delle attese createsi in seguito al suo acquisto in sede di mercato. Eppure alla sua “prima” con la canotta della Scandone in tanti ricordano le sue uscite dai blocchi e i tiri da tre punti insaccati contro Pesaro: 18 punti  in 35’ di impiego con 3/4 da due e 4/7 da tre punti non sufficienti ad impedire il primo ko stagionale della sua squadra. Nelle successive gare, invece, il buon Jarvis “ritorna tra gli umani”, cercando di dare il proprio contributo alla causa biancoverde ma senza lasciare il segno così  come avvenuto nella gara del 13 ottobre 2013. Zero punti in 14’ nella vittoria in casa della Giorgio Tesi Group Pistoia ed altrettanto dicasi nella “remontada” natalizia contro l’Enel Brindisi del 26 dicembre in cui il numero 24 della Sidigas rimane in campo per sedici minuti. Nel mezzo le buone prestazioni al DelMauro contro la Vanoli Cremona (sei punti fondamentali nell’ultimo quarto di quella gara) e nel ko in laguna contro l’Umana Reyer Venezia ma una convivenza tecnica mal riuscita con l’ex compagno di reparto Richardson. E non è un caso, infatti, che per Hayes l’indice delle prestazioni sia salito proprio con la dipartita dell’ex giocatore degli Orlando Magic. Dallo scorso 26 gennaio, in coincidenza dell’appuntamento casalingo  al cospetto della neopromossa Pistoia, l’ala originaria di Atlanta  è entrato in pianta stabile nello starting five di coach Vitucci. Dieci presenze, sette volte in doppia cifra (con aggiornamento del suo massimo stagionale in termini di punti realizzati proprio in occasione del duello con le Vunere), minutaggio salito a ben oltre trenta minuti di impiego col massimo toccato contro Sassari (39’) ed il minimo, invece, toccato contro l’Acqua Vitasnella Cantù (28’) il 23 febbraio. Una mossa che ha condotto il prodotto di Georgia University ad assumersi maggiori responsabilità sul fronte d’attacco, incrementando i tentativi di tiro da due punti così come quelli dall’arco dei 6,75 metri. L’unico neo della “consacrazione” di Hayes in maglia Scandone è costituito dalle percentuali balistiche dalla lunga distanza:  2/6 a Siena; cinque errori e solo due tiri mandati a bersaglio nel derby perso con la Pasta Reggia Caserta; 1/6  nel ko subìto da Bologna. Una sfida, quest’ultima, in cui lo statunitense ha dato prova del suo ampio repertorio: lesto nelle ripartenze; capacità di reggere l’urto fisico andando in penetrazione contro i lunghi avversari; reattività a rimbalzo; bravo a tagliare negli spazi concessi dalla difesa ospite. «Penso che il basket sia fatto di alti e bassi» dichiarava qualche mese fa proprio il diretto interessato. Nello “spread” o “differenziale” di vittorie e sconfitte della Sidigas, il talento e l’esperienza di Hayes potrebbe rivelarsi quel fattore decisivo al punto da poter consentire ad Avellino di «concludere il campionato nel migliore modo possibile», rispettando le aspettative della proprietà e della società biancoverde. Magari con qualche sorpresa il prossimo 11 maggio.

Fonte: Il Corriere dell’Irpinia del 09/04/2014

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