Focus Cavese: ritorno al passato per la missione salvezza

Focus Cavese: ritorno al passato per la missione salvezza

Il consueto focus sui prossimi avversari dei lupi

di Filippo Abbondandolo, @filippoabb

Dopo due sconfitte casalinghe di fila, per l’Avellino arriva il momento del primo derby stagionale. A Castellamare di Stabia l’incrocio contro la Cavese dell’ex Campilongo. Sentimenti ed emozioni da parte, al “Menti” in palio punti pesanti in ottica salvezza.

La guida tecnica

Silurato Moriero (2 soli punti raccolti in 4 partite) la Cavese ha affidato la missione salvezza ad uno dei suoi figli prediletti. Salvatore Campilongo (classe 1961) ha infatti scritto pagine memorabili della storia metelliana a cavallo tra il 2004 ed il 2007. Prima la promozione dalla C2 alla C1 (con Supercoppa di categoria aggiunta), nella stagione 2005-2006, con una cavalcata trionfale funestata però dalla scomparsa del capitano Catello Mari proprio nel giorno dei festeggiamenti. Poi lo splendido campionato di C1 2006-2007, con il terzo posto in regular season (alle spalle di Ravenna ed Avellino) e l’eliminazione dalla semifinale playoff per mano del Foggia in una doppia sfida caratterizzata da pathos e tanti gol. Proprio a quella stagione risalgono i suoi 2 precedenti contro l’Avellino (sconfitto 4-0 in trasferta, vincitore 3-1 in casa), che tornerà ad incrociare domenica da grande ex dopo aver sfiorato il ritorno in Irpinia nel recente passato.

L’esperienza al potere

Nella rosa della Cavese tra gli elementi più esperti e validi dal punto di vista tecnico c’è sicuramente Nunzio di Roberto (classe 1985). L’attaccante napoletano, dopo le svariate avventure in B (279 presenze, 33 gol, protagonista soprattutto con la maglia del Cittadella) e la promozione raggiunta lo scorso anno con la Juve Stabia, ha accettato la sfida Cavese aggiungendo un’altra tappa in Campania (dopo Napoli, Giugliano, Salernitana e Juve Stabia) alla sua infinita collezione. L’età avanza, ma la fame e la qualità restano. Come dimostra un inizio di stagione in cui si è distinto come uno dei migliori, tra i più produttivi, della sua formazione. 2 gol (uno ininfluente con la Reggina, uno decisivo per il pari acciuffato in extremis con la Vibonese), 1 assist (decisivo per il guizzo da tre punti di Germinale con la Paganese), una presenza costante, per leadership e qualità. Un elemento determinante che negli schemi di Campilongo è pronto ad esaltarsi ancora di più.

Il momento attuale

Il pesante rovescio (0-4) di Catania ha subito stoppato l’entusiasmo generato dalla prima vittoria stagionale ottenuta ai danni della Paganese (1-0) dopo un inizio d’annata non certamente esaltante (2 pareggi e 3 sconfitte tra campionato e Coppa con la precedente gestione tecnica). La situazione però deve essere analizzata in totale serenità. La cura Campilongo è appena agli inizi ed il nuovo allenatore ha certamente bisogno di tempo per poter plasmare al meglio la sua creatura. Il ko in Sicilia è stato pesante dal punto di vista del risultato e senza appello dal punto di vista della prestazione. Il pochissimo tempo trascorso però dal match con la Paganese a quello di Catania porta a sospendere il giudizio in merito. Contro l’Avellino sarà sicuramente un copione tutto diverso.

La sfida di domenica

I sentimenti e le emozioni prevarranno fino al tunnel degli spogliatoi. Al fischio dell’arbitro tutto sarà cancellato, visto che al “Menti” saranno in palio punti pesanti per le due squadre in ottica salvezza. Un derby poi è sempre un derby, in qualsiasi categoria e qualsiasi latitudine venga disputato. Entrambe le squadre arrivano all’appuntamento arrabbiate dopo l’esito del primo turno infrasettimanale. I lupi ancor di più, se si pensa al doppio ko casalingo con cui hanno annacquato il buon lavoro delle prime giornate. Sarà sfida vera ed intensa, con Campilongo che rilancerà con ogni probabilità il suo amato 4-3-3 (abbandonato a Catania in favore del 3-5-2) e con Ignoffo che potrebbe cambiare qualcosina rispetto all’ormai rituale 5-4-1. Anche perché l’effetto sorpresa si è ormai evaporato e le squadre avversarie hanno trovato i giusti rimedi ad un lupo che non riesce più ad essere (anche per un evidente quanto naturale calo fisico di alcuni calciatori) frizzantino come nella serie di vittorie consecutive.

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