Gaines – Lakovic, una staffetta che “s’ha da fare”

Sundiata Gaines
Sundiata Gaines

Alzi la mano chi a margine dello scorso campionato avrebbe pronosticato la coppia Sundiata Gaines – Jaka Lakovic a guidare in cabina di regia la Sidigas Avellino nel campionato 2014- 2015, il quindicesimo in massima serie.

Il giocatore newyorkese, per il quale è attesa l’ufficialità nelle prossime ore o al più tardi dopo l’incombente festività del Ferragosto, andrà a ricoprire lo spot di playmaker titolare.
Giocatore dalle indubbie qualità offensive, Gaines risponde all’identikit del playmaker ricercato da coach Frank Vitucci in questa parentesi di mercato: centimetri pochi (soltanto centottantacinque) ma una stazza che non passa di certo inosservata se si tiene conto die novantuno chilogrammi che, abbinati a delle gambe alquanto esplosive, potranno garantire una certa solidità tanto in fase di attacco quanto in quella di non possesso palla. Una caratteristica che ha contraddistinto molte volte i registi alle dipendenze dell’allenatore veneziano: dai tempi di Randolph Childress o Darrick Martin ai tempi della prima esperienza campana del “Sindaco” alla guida dell’Eurorida Scafati (2002/2003) passando per Treviso (i vari Dixon o Hackett) arrivando a Varese in cui l’intesa col “pretoriano” Mike Green ha spinto a più riprese lo stesso Vitucci a portarlo con sé nella sua seconda esperienza in Irpinia.

Un desiderio che quest’anno, al di là di un semplice sondaggio stoppato sul nascere dalle esose richieste dell’ex Khimki Mosca, hanno convinto la Scandone a puntare diritto su Gaines, che ritorna in Italia a distanza di cinque anni quando si mise in evidenza nelle fila della Pallacanestro Cantù, rivelandosi un’altra scommessa vincente da parte di Bruno Arrigoni, all’epoca gm dei brianzoli.

45,2% da due punti e il 35,1 % dalla lunga distanza sono le cifre messe a segno dall’ex atleta degli Utah Jazz (fattosi conoscere al pubblico della Nba per la celebre tripla allo scadere – era il 14 gennaio 2010 – con cui mandò al tappeto le resistenze dei Cleveland Cavaliers) nella sua prima avventura nel Belpaese.  Vitucci affiderà al metronomo Usa le chiavi del gioco e la responsabilità di far emergere tutte potenzialità offensive di cestisti del calibro di Adrian Banks, le uscite dai blocchi di Daniele Cavaliero o gli scarichi per l’ultimo miglior centro del campionato, Oderah Anosike, chiamato a ripetere l’eccezionale stagione disputata nella sua annata da “debuttante” con la Vuelle Pesaro. Non senza dimenticare le doti di gran palleggiatore e capacità di creare tiri per sé e i compagni nei secondi finali dell’azione.

JAKA LAKOVICA far rifiatare il prodotto di Georgia University sarà Jaka Lakovic. Lo sloveno, che sta ultimando le vacanze nella nativa patria, è attualmente il terzo elemento del roster della Scandone. Sul destino dell’ex Panathinaikos si è detto e scritto di ogni genere in questi mesi estivi. La certezza è il contratto che scadrà tra circa dieci mesi, il 30 giugno 2015. L’incontro con Rade Filipovic, agente del playmaker, nel corso delle Summer League americane non ha dato i frutti sperati alla luce del piano stilato dalla Sidigas: permanenza sì ma a patto di una riduzione del cachet. Detto ma non fatto. Dunque lo scenario ricalca le previsioni di numerosi tifosi e qualche addetto ai lavori: Lakovic risponderà “presente” all’appello del 25 agosto, giorno del raduno, mettendosi a lavoro alla ricerca di un riscatto che costituisce il leit motiv nella prossima annata. La visione di gioco, il tiro da tre punti, le doti di assistman ma soprattutto la leadership nelle fasi topiche dei match garantirebbero alla Scandone quel “quid” in più se gestito in maniera sapiente e provare ad alzare l’asticella degli obiettivi qualora l’asse americano –sloveno dovesse dare i propri frutti. Una soluzione a tratti inattesa ma che potrebbe rivelarsi una piacevole scoperta sia per lo staff tecnico sia per i tifosi.Sognare è lecito, a patto che Jaka non faccia le valigie in anticipo, accettando qualche sirena proveniente lontano da Avellino.

 

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