Il commento/ Derby e Final Eight (quasi) in tasca: la Scandone si prende tutto (di Alfredo Bartoli)

Avevamo chiesto una cosa a coach Vitucci e i suoi ragazzi in vista di questo derby: di giocare a pallacanestro perché solo in questo modo si poteva rafforzare il peso dei 12 punti di differenza in classifica e scappare via dalle insidie di una partita come il derby. La nostra richiesta non solo è stata accolta, ma è stata esaudita dopo appena 90 secondi, quando il miglior Gaines della stagione (e sono il primo a cospargermi il capo di cenere e a sperare di non rivedere mai più il Sundiata distratta e avulso dei mesi scorsi), praticamente da solo, buttava giù un parziale di 0-7 che ammutoliva il bollente PalaMaggiò e spianava la strada ai lupi. Il primo minuto e mezzo è stato il viatico di un primo tempo da cinema per i biancoverdi che segnavano 59 punti (con tutto il quintetto ad eccezione di Harper in doppia cifra) con 17/21 da 2, 5/13 da 3, 7 recuperi (con solo 3 perse) e 9 assist. 20 minuti di dominio totale, da squadra più forte, più talentuosa e con un vissuto di 5 mesi. Cavaliero e comagni si sono scollati di dosso la pressione dei 5000 tifosi bianconeri con una grossa naturalezza, dovuta alla consapevolezza di essere un gruppo forte e coeso, all’interno del quale, questa sera, sono spiccate alcune individualità (oltre a Gaines un Hanga commovente) che si sono dimostrate di un livello superiore La gestione dei ritmi dei ragazzi di Vitucci è stata il segreto di Pulcinella della vittoria. Nell’unico momento di difficoltà dell’intera partita, un parziale di 7-0 che faceva rientrare la Juve a -7 a metà secondo quarto, è bastato un time out di Vitucci (e far sedere un ancora dannoso Cadougan) a riprendere in mano le redini della partita e del ritmo. Il +15 di fine primo tempo andava stretto agli uomini di Vitucci che, in un paio di occasioni avevano toccato anche il +20, frutto una difesa sempre attenta e aggressiva che recuperava palloni in serie e faceva partire le transizioni offensive tanto care a coach Vitucci che, in più di un’occasione, trovava impreparata la difesa dell’esordiente Espositvo. Nel terzo quarto la Juve profondeva il massimo sforzo, ma senza mai nemmeno riuscire ad avvicinarsi alla singola cifra di vantaggio. Ogni volta che i bianoconeri ci provavano (anche con alcune azioni a zona), a turno, i vari Gaines, Harper e Hanga li ricacciavano indietro. Gli ultimi 10 minuti servivano solo per arrotondare statistiche, massimo vantaggio (+21 sul 71-92) e per raggiungere i 100 punti. Avellino chiude sul 91-105, con tutto il quintetto in doppia cifra, un surreale 3441 da 2 (7/20 da 3), 17 assist e solo 10 turnover, a riprova di un dominio, a tratti, imbarazzante dall’inizio alla fine. E poca importa il valore dell’avversario perché queste sono le partite più insidiose, dove hai tutto da perdere. Infine, permetteteci un plauso, di vero cuore, a Vitucci e al suo staff: si sono prese critiche non sempre attribuibili a loro ma alla fine, alla luce dei fatti, dopo 12 giornate la Scandone ha 7 vittorie, una condizione fisica superba, è sesta in classifica con 4 punti di vantaggio sul nono posto e due scontri diretti nei prossimi 9 giorni per migliorare ulteriormente il già ottimo record. Chi aveva qualcosa da ridire su questo allenatore probabilmente soffre di gravi amnesie, perché il suo lavoro lo ha fatto sempre con grandissima dedizione, professionalità e passione e, soprattutto, ha dimostrato di tenerci veramente a questa società e a questa città. Bravo coach, la strada te la sei costruita da solo e adesso è giusto che sia il primo a percorrerla.

Check Also

Avellino, Braglia: “Dobbiamo migliorare sotto l’aspetto della qualità, Illanes è entrato bene”

Ha commentato la vittoria ottenuta per 1-0 sulla Cavese, il tecnico biancoverde Braglia: “Per mezz’ora …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.