Lavoro, gruppo e voglia di stupire: Reggio Emilia non fa paura

Probabilmente in pochi si aspettavano un campionato tanto livellato già alla quinta giornata. Nelle ultime 10 stagioni, solo per tre volte, dopo 200 minuti, tutte le squadra avevano già subito una sconfitta. L’equilibrio è evidente anche dalla classifica:dietro al terzetto di testa, ci sono 10 squadre in 2 punti, frutto di tante vittorie fuori casa (6 solo nell’ultimo turno) e dimostrazione che molti club sono ancora ben lontani dal trovare la quadratura del cerchio. Anzi, molti di questi stanno già ricorrendo ad aggiustamenti in corso d’opera, come Varese (preso l’ex Nba Eyenga) e Caserta (ufficializzato Zare Markovski come nuovo coach). La Scandone, al contrario, sembra non essere assolutamente toccata da queste problematiche: le difficoltà di inizio stagione sono un ricordo, la squadra continua a crescere in (quasi) tutti i singoli e, cosa ben più importante, come gruppo. Non si vince fuori casa se non hai mentalità vincente, anche contro una squadra che ti è inferiore. E’ soprattutto questo che è piaciuto della vittoria di Capo d’Orlando: la consapevolezza di essere più forti, anche quando l’Upea è risalita a -1: è bastato un time out per far girare l’inerzia e tagliare il traguardo a braccia alzate. Ed è proprio da questa consapevolezza che bisogna ripartire per affrontare, nell’anticipo di domani sera, la Grissin Bon Reggio Emilia. Dopo Milano, si affronta un’altra capolista, un’altra squadra impegnata in competizioni europee (quindi profonda e talentuosa), un altro ostacolo difficile ma, al contempo, un altro avversario contro cui potersi esaltare. E’ una partita da vincere perché sarebbe la quarta vittoria di fila (non succede da quasi due anni), perché per 24 ore si sarebbe in testa alla classifica (che male non fa), perché il campionato deve iniziare a temere i biancoverdi (più di quanto non lo faccia già), perché è l’occasione giusta per creare, finalmente, quel clima da battaglia, ma sempre entusiastico, che al PalaDelMauro manca da troppo tempo. Anche la società lo ha capito, dando la possibilità ad ogni abbonato di comprare un altro tagliando ad un prezzo irrisorio, per riempire, finalmente, il Palazzetto. La Pallacanestro Reggiana è, al momento, la migliore società di tutto il panorama cestistico nazionale, che cresce e ottiene risultati di anno in anno, senza mai fare il passo più lungo della gamba. E’ stata l’ultima società italiana a vincere in Europa (l’Eurochallenge nella passata stagione), ha uno dei migliori settori giovanili d’Italia (da cui proviene il talento ‘96 Mussini, miglior marcatore ai mondiali Under 18 di questa estate), è legatissima al proprio territorio (al PalaBigi sono tutti abbonati), e in prima squadra ha 4 giocatori nel giro della nazionale. Nonostante un inizio di stagione costellato di infortuni (Drake Diener e Darius Lavrinovic i più importanti, ma anche Silins e Pini), la Grissin Bon sta avendo grossi problemi solo in Eurocup (mercoledì è arrivata la quinta sconfitta in sei gare), ma in Italia viaggia che è una meraviglia. Il capitano e trascinatore è Andrea Cinciarini: il playmaker della nazionale, al terzo anno in biancorosso, ha sposato appieno il progetto della Grissin Bon: viaggia ad oltre 13 punti di media cui aggiunge 5.6 rimbalzi, 7.4 assist e 6.4 falli subiti (primo di tutto il campionato nelle ultime due voci statistiche). A sostituire Diener è stato richiamato per due mesi Donnel Taylor, miglior marcatore del campionato non più di due stagioni fa: lui e il sempreverde Rimantas Kaukenas formano una coppia di esterni capaci di produrre tanti punti in pochi minuti. Dalla panchina, oltre al già citato Mussini (7.5 punti in oltre 27 minuti di utilizzo a neanche 18 anni…) riesce ad avere un grosso impatto anche l’ex Ohio State Amedeo Della Valle (11.8 punti e 3 rimbalzi in 25 minuti sul parquet). Sotto i tabelloni, in quintetto, dovrebbero partire i nazionali Achille Polonara (che sta viaggiando ad una doppia doppia di media da 10.4 punti e altrettanti rimbalzi) e Riccardo Cervi mentre dalla panchina escono Ksistof Lavrinovic (chiamato a sostituire il gemello Darius) e il classe 95 ceco Adam Pachacek. Il lavoro fatto da coach Vitucci e dal suo staff è sotto gli occhi di tutti e i risultati sono lì a confermarlo. Il trainer veneto, anche nei momenti di difficoltà, non si è mai nascosto in questo inizio di stagione e anche dopo il successo su Capo d’Orlando ha parlato di: “Vittoria che conferma le nostre ambizioni play off”, perché sa di allenare una squadra che ha ancora ampi margini di miglioramento dove non tutti si stanno ancora esprimendo al massimo, ma che ha tanta voglia di stupire. Quando tutti andranno al massimo dei giri, allora l’asticella potrà essere alzata definitivamente e, rimanendo sempre con le parole del coach, senza fare proclami, ci sarà tanto da divertirsi.

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