Mondiali 2018 – Danke Kroos, stella Lukaku e Messico agli ottavi: tutto quello che è successo ieri

Mondiali 2018 – Danke Kroos, stella Lukaku e Messico agli ottavi: tutto quello che è successo ieri

Il riassunto della giornata di ieri dei Mondiali 2018 di Russia.

di Michelangelo Freda, @m_freda21

‘Troppa grazia, o Sant’Antonio’. Così recitava un famoso spot, un po’vecchiotto certo, ma che sarebbe ancora attuale se paragonato con la prestazione offerta ieri dal Belgio. Seconda giornata nel gruppo G, la squadra di Martinez stravince e si porta a casa il pass per gli ottavi con una settimana di anticipo contro la Tunisia. Trame di gioco intense, continue sovrapposizioni e una punta come Lukaku, che ieri ha raggiunto Ronaldo nella classifica cannonieri e ha superato Ceulemans nella classifica dei bomber più prolifici dei Diavoli Rossi. Non solo Lukaku, c’è un’altra stella a brillare con la punta dello United ed è Hazard, autore anche lui di una doppietta. Lo stesso Batshuayi entra dalla panchina e si fa trovare pronto, andando in gol dopo aver colpito una traversa e trovato un miracolo del portiere. La Tunisia fa quel che può, come con l’Inghilterra non sfigura e segna al 18′ con Bronn e al 93′ il destro di Khazri accorcia di nuovo le distanze. Seppur decimata dalle assenze (due cambi per infortunio di Ben Youssef e Bronn) cerca con tanta buona volontà di far viaggiare la palla e di cercare di impensierire il Belgio per quel che può. Ma Martinez spazza via ogni loro buona intenzione, candidandosi seriamente alla conquista del titolo.

Nel pomeriggio è il turno di Corea del Sud-Messico, ad inaugurare la seconda giornata del gruppo F. La squadra di Osorio ‘spiega la Vela’ e raggiunge gli ottavi con buona pace della Germania. Vince 2-1 con le reti dell’ex Arsenal dal dischetto che spiazza Cho dopo un’ingenuità di Jung e con un contropiede diretto da Lozano e finalizzato dal Chicharito Hernandez. La strada è ampiamente in discesa per la Tricolor, la quale trova un avversario che mostra evidenti lacune tecniche oltre che tattiche, con qualche fluttuo effetto geyser della sua stella Son che trova un gol da cineteca con un gran sinistro a giro intorno al 92′. Cerca di imbastire una rimonta la stellina del Tottenham, ma non riesce a trovare né il tempo né dei segni compagni capaci realmente di seguirlo. Finisce così due a uno, con i messicani che all’ultima giornata potrebbero dare una mano alla Svezia per cacciare fuori la Germania.

‘Die Mannschaft, der teamgeist’. La nazionale, lo spirito di gruppo. Una Germania in dieci, in svantaggio e con inspiegabili problemi di approccio riesce a portare a casa una vittoria contro la Svezia che sa di riscatto, soprattutto se raggiunta negli ultimi minuti. Al 95′, quando tutto è appeso ad un filo, dalla qualificazione alla partita in sé, una perla del metronomo del Real Toni Kroos dà di nuovo normalità alle cose: la Germania che vince, la Svezia che si arrende. Eppure si era portata in vantaggio, con un pallonetto più trovato che cercato di Toivonen, complice una leggera deviazione di Rudiger. L’intenso pressing tedesco schiaccia gli scandinavi in difesa, i quali riusciranno a difendere il vantaggio solo fino all’inizio della seconda frazione di gioco, quando Reus in spaccata, con un ginocchio, riporta in parità la situazione. Sembra che dopo l’espulsione di Boateng sia ormai certo il pareggio, ma Brandt ancora una volta, come nella prima contro il Messico, colpisce un palo il quale lascia presagire che non è ancora finita. Poi il genio ex Bayern sulla punizione concessagli allo scadere, quasi dall’angolo, indirizza verso Berlino i tre punti.

 

Di Vincenzo Boniello

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