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Nevola: “Vogliamo far bene e conquistare più tifosi”

Dietro la costruzione di una squadra di basket c’è un minuzioso lavoro di regia che richiede ottime conoscenze, buoni contatti e tanta pazienza. Un lavoro che non si conclude mai e che si rigenera durante l’arco di tutta la stagione. Figuriamoci nei mesi estivi quando la finestra del mercato è aperta e quando tutti i free agent si guardano intorno per valutare le migliori proposte. Questo compito, nel mondo della palla a spicchi avellinese, è ricoperto dal direttore generale Antonello Nevola: l’uomo che ha assicurato ad Avellino la continuità gestionale in un momento molto difficile, culminato nel cambio di proprietà. Lo ha fatto silenziosamente, da grande lavoratore, ma conosce bene il territorio e le persone in cui opera. Con coach Vitucci ormai forma una coppia affiatatissima, da diversi anni non sbaglia praticamente niente sul mercato americano. Ama agire da dietro le quinte ma il suo impegno, talvolta impercettibile, permette alla squadra di lavorare serenamente.
Direttore è soddisfatto della squadra allestita quest’anno?
”’Siamo abbastanza soddisfatti. L idea generale era quella di ripartire dai giocatori che avevano fatto bene nella seconda metà del campionato. Siamo contenti di essere riusciti a mantenere l’ossatura delle scorso anno”.
Quale è stata la trattativa più difficile?
”Le trattative presentano sempre delle difficoltà ma non c’è stata nessuna negoziazione particolarmente difficile” .
Quali strumenti avete utilizzato per convincere i giocatori ad accettare la proposta di Avellino?
”Per quanto riguarda le riconferme sicuramente siamo stati aiutati dalla conoscenza da parte degli atleti della società e dell’ambiente avellinese, per i nuovi ovviamente l’esposizione di un progetto serio e la presenza di un allenatore preparato e stimato come Frank”.
Questa Sidigas dove può arrivare?
”Questo lo vedremo nel corso del campionato sicuramente speriamo di poter partecipare alle Final Eight e/o ai Play off”.
La società ha voluto allestire un progetto a medio e lungo termine. Ma se oggi la squadra è così competitiva, cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni?
”Il nostro è un progetto a medio e lungo termine pertanto non bisogna avere aspettative troppo alte o sproporzionate, noi abbiamo intenzione di costruire negli anni una squadra che, insieme alla crescita della società, possa regalare ai tifosi delle soddisfazioni. Un altro obiettivo che ci siamo prefissati è quello di ampliare la nostra base di tifosi, per conseguirlo dobbiamo fare in modo che si crei entusiasmo intorno alla Scandone”.
Non crede che la mancanza di un centro di ruolo in organico possa nuocere alla squadra?
”Quando si fa una scelta ci sono dei pro e dei contro, bisogna lavorare sugli aspetti negativi per evitare problematiche ma credo anche che l’avere in squadra giocatori duttili tatticamente e quindi lungi atipici possa presentare dei vantaggi”.

FONTE: IL CORRIERE

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