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Non tiriamo fuori gli alibi, quest’Avellino soffre di ansia da prestazione

La dimostrazione di forza tanto desiderata e richiesta a gran voce dopo l’altisonante sconfitta con la Salernitana non è arrivata quest’oggi. Terza sconfitta consecutiva, terza sconfitta dopo essersi portati in vantaggio anche contro il Pescara. Partite ribaltate dagli avversari, una squadra che ne esce sempre più intontita. Quest’oggi l’Avellino ha dimostrato ben poco soprattutto nel secondo tempo in cui il gioco era raso a zero ed il povero Ionut Radu cercava di lanciare un triste e desolato Ardemagni. Gli ultimi venti minuti della gara sono stati a senso unico con enormi sprechi da parte del Pescara di Zeman che conquista la seconda vittoria di fila. Non iniziamo ad arrampicarci sugli specchi giustificando la sconfitta con la tanto acclamata “sfortuna” o aggrappandoci speranzosi a quella traversa colpita d D’Angelo su cross di Laverone.

Oggi l’Avellino non ha dimostrato coraggio, non ha mai cercato di condurre la gara nemmeno dopo il momentaneo vantaggio firmato da Bidaoui. L’Avellino delle ultime giornate soffre d’ansia da prestazione, raggiunge subito il vantaggio come una eiaculazione precoce, un attimo e niente di più.

Il pareggio arriva pochi minuti dopo ed ecco il crollo psicologico. L’Avellino non riesce a rimanere concentrato e lucido sulla gara non appena sembra poterla controllare o dirigere in una direzione favorevole. Gli errori sono grossolani come lo stesso goal del vantaggio del Pescara che vede tre giocatori concentrati su Mancosu che con una passaggio grossolano serve lo smarcato e solitario Pettinari che, ovviamente, non può non far altro che insaccare il goal. C’è da dire che il Pescara ha sprecato almeno tre palle goal di cui una a porta vuota. Con Bari, Salernitana e Pescara l’Avellino si è dimostrata piccolo, nelle tre gare contro le rivali storiche, le partite più sentite.

Nessuna prova di forza, nessuna spinta, una squadra che si ferma sulle gambe. Il lavoro che deve esser svolto è un lavoro di sicurezza, di concentrazione perche una squadra che si dimostra pericolosa nel primo tempo, portandosi anche in vantaggio, non può disputare un secondo tempo noioso, privo di guizzi con tantissimi errori di costruzione che portano al definitivo crollo. Le partite durano novanta minuti: tutto ciò che è stato costruito nelle prime giornate del campionato di Serie B è stato gettato in centodieci minuti. Il quarto d’ora con la Salernitana e questa gara sono la continuazione di un crollo psicologico a cui porre rimedio.


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