Panchina sotto accusa, ma il gruppo farà la differenza

Peccato. E’mancato davvero poco alla Scandone per vincere la sua quarta partita di fila, alla fine di un match davvero avvincente e con una cornice di pubblico, finalmente, degna. I lupi ci sono andati vicini e, probabilmente, avrebbero anche meritato il successo per quello che hanno espresso in campo (soprattutto ne due quarti centrali, giocati ad un livello altissimo). Reggio Emilia però, non ha rubato nulla: si è dimostrata avversaria di valore, più attrezzata dei biancoverdi, molto lunga e con una maggiore esperienza, che ha fatto la differenza nel finale in volata. Probabilmente è stata proprio la qualità delle rotazione dei reggiani la chiave del successo. Sia Vitucci che Menetti, infatti, hanno fatto ruotare 8 uomini sul parquet, gestendo però in maniera abbastanza diversa il minutaggio. Il coach veneto, da alcune giornate, sembra aver consolidato le gerarchie interne e in base a queste sta gestendo le rotazioni. A meno di infortuni, o problemi di falli, il coach veneto si sta affidando molto ai suoi cinque iniziali, snaturandone spesso i ruoli pur di averli in campo (si pensi ad Hanga, spesso usato da numero” 4”), ma avendo comunque risultati più che positivi. A parte Cavaliero (tra i primi 3 “sesto uomo” del campionato al di là delle cifre), i vari Cadougan, Cortese, Trasolini e Lechtaler stanno vedendo il proprio minutaggio abbassarsi sempre di più, come testimoniano anche i numeri: dall’esordio contro Venezia all’ultimo match contro Reggio Emilia, infatti, il minutaggio dei quattro è passato dal 22% all’8% del totale e, in generale, in queste prime 6 giornate, lo starting five (sempre lo stesso)insieme a Cavaliero sono stati sul parquet per l’85% dei 1200 minuti giocati, segnando il 93% dei 447 punti totali. La pallacanestro, però, non è fatta solo di numeri, ma anche per quanto concerne i così detti “untounchable”( ovvero tutte quelle piccole cose utili che non vanno sulle statistiche), la situazione non cambia: solo Luca Lechtaler ha dimostrato, soprattutto in difesa, di meritare più spazio anche se, obiettivamente, tenere in panchina l’Anosike di queste prime sei giornate, è molto difficile. Per quanto sia la speranza di tutti, non è possibile che i primi 6 giocatori delle rotazioni riescano ad avere un’incidenza tanto lunga, quanto produttiva, per tutto l’arco della stagione. Per continuare a rimanere nelle parti alte della classifica, bisogna che tutto il roster salga di livello, che tutti si facciano trovare pronti quando chiamati in causa, e che riescano a produrre qualcosa di positivo in poco tempo. In questo possono essere aiutati da un gruppo che si sta consolidando sempre di più, che continua a crescere insieme e che ha ampi margini di miglioramento. Ricorrere al mercato per inserire (o sostituire) elementi nuovi potrebbe risultare controproducente, rischiando di intaccare gli equilibri che si sono creati, e la cui mancanza è stata alla base delle ultime due deludenti stagioni. La soluzione, allora, è soltanto una: lavorare in maniera costante e con continuità, così come fatto dopo le prime due sconfitte, così come si è continuato a fare durante le tre vittorie consecutive, così si come si farà da domani, per preparare al meglio la difficile trasferta di Sassari.

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