Da Parola, a Van Basten, alla magia di Castaldo

Inizio ripresa di Ternana – Avellino.
Sugli spalti c’è ancora chi prende posto dopo la visita al bar, o ai servizi dello stadio, durante l’intervallo. In campo però si giocala Ternana è in vantaggio, e i lupi si vedono costretti all’ennesima rimonta. Fortunatamente uno degli 11 lupi stasera si trasforma in un angelo.
E’ il 3′ minuto. La difesa delle fere respinge un pallone in aria, su cui Bittante si getta a capofitto, anticipando di testa il diretto avversario. La palla s’impenna e docile raggiunge quell’angelo bianco col numero 10. Stop di petto, si alza in cielo e, con un gesto che è un misto tra tecnica e magia, palla nell’angolino basso alla sinistra di Brignoli.
Guardate cosa s’inventa Castaldo” dice incredulo il telecronista Sky rivedendo il replay. Un gesto d’altri tempi.
Una rovesciata che tanto richiama le gesta dei più grandi campioni della storia. A partire dalla più famosa, quella dello Juventino Carlo Parola. Era il 15 gennaio 1950 quando, negli ultimi minuti di un Fiorentina-Juventus, Parola si esibì nella rovesciata, che il giornalista Corrado Banchi raccontò così:

“Parte un lancio di Magli verso Pandolfini. Egisto scatta, tra lui ed il portiere c’è solo Carlo Parola; l’attaccante sente di potercela fare ma il difensore non gli dà il tempo di agire. Uno stacco imperioso, un volo in cielo, una respinta in uno stile unico. Un’ovazione accompagna la prodezza di Parola”.

E proprio quella prodezza sarà destinata a diventare una pietra miliare di questo gesto tecnico, grazie alla raccolta “Panini” che decise di utilizzarla come  logo.
Per trovare però il gol più bello con la “cilena” (così chiamata in Sud America, poiché si narra che il primo ad eseguirla fu il cileno Unzaga,  nel 1914) bisogna viaggiare nel tempo e arrivare al 9 Novembre 1986, quando un certo Marco Van Basten siglò una rete in rovesciata dal limite dell’area, scaraventando la palla all’incrocio dei pali. Era la partita tra Ajax e Den Bosch, finita 3-1 per i padroni di casa, tra cui militava Van Basten. Anche in quel caso il telecronista impazzì, probabilmente poiché si trovo a commentare la rovesciata perfetta, per potenza, tecnica, elevazione e precisione.

Quell’angelo apparso al “Libero Liberati” però, non era Parola, non era Van Basten, non era Ibra o C. Ronaldo. Quell’angelo bianco con un lupo sul petto è Luigi Castaldo, per tutti “Gigi”. Non un grande nome, ma un grande campione.
Un angelo che, con i suoi capolavori, è capace di fare esultare il nonnino davanti la tv, il figlio allo stadio e il nipotino che proverà a imitare almeno mille volte le sue gesta in un campetto sull’asfalto.
Un angelo capace di trascinare una squadra, una tifoseria e la passione per il lupo, ogni oltre limite tecnico. E allora fatelo dire anche a noi di SportAvellino, in maniera simpatica e con quel pizzico d’amore che non guasta mai:

“Né Messi, né Ronaldo, sempre e solo Gigi Castaldo”

 

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