Quell’armata chiamata Avellino…

“Quando Massilia Milone, a capo di una schiera di gladiatori, arrivò in Irpinia per obbligare questo popolo a ribellarsi a Cesare, tentò di assediare una fortezza. Il risultato della spedizione sembrava scontato, fino a quando un assediato colpì Milone (il gladiatore mandato dal traditore Celio) con una pietra in testa, causandone la morte e la vittoria.”

Non basterebbe alcun riferimento storico per descrivere quest’armata.
Un’armata che anche oggi, dopo diverse battaglie vinte in campi difficili, sale in cattedra, sguaina la spada e sconfigge tutti i ‘Massilia Milone’ della vigilia.
“Quest’anno retrocediamo”… “Rastelli deve andare via”“Simmo scarsi”
Oggi l’armata, in quella fortezza chiamata Partenio, non ha sconfitto solo una schiera nemica. Ha sconfitto gli scettici, i gufi, i critici… i “traditori”.
Undici guerrieri, capaci di essere letali quando serve, e di riporre la spada nella fodera per tirar fuori lo scudo e soffrire. E adesso quell’armata fa paura davvero a tutti!
Perchè quando c’è da lottare, sa lottare. Quando c’è da battersi, sa battersi. Sa subire ferite e reagire. Sa inferire con cinismo, con spirito da uomini senza pietà.
Uomini guidati da chi, quando arrivò in Irpinia, aveva un’ armata senza spade e senza scudi, ed è grazie a lui se oggi quei guerrieri possono ruggire così forte.
Quando anche l’ultimo nemico è caduto, quando l’ultimo minuto e passato, alle orecchie dei 10.000 spettatori in quell’arena, arriva quasi prima l’urlo del condottiero Rastelli.
Quest’ armata ha un nome. Quest’ armata è l’Avellino.
Un’ armata che anche oggi ha onorato la sua storia. La sua legge.
Ma oggi non era l’ultima battaglia. La guerra è lunga.
E il condottiero, quegli undici guerrieri e quei 10.000 spettatori dell’arena, questa guerra la vogliono vincere.
Contro le altre altre schiere, contro i traditori e contro tutti i “Miloni”

E allora che tutti si armino, prendano coraggio e si uniscano in un solo grido.
Ci aspetta un’ altra battaglia, stavolta in terra nemica.
Dura. Sanguinolenta. Piena di insidie.Ma noi siamo l’Avellino, non ci arrendiamo mai.
E allora tutti a Bari. Senza paura.

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