Scandone, è una sconfitta vergognosa: a Valmontone finisce con un – 35

Avellino chiude il girone d’andata senza un successo esterno e viene travolta dalla formazione dell’ex Righetti

di Redazione Sport Avellino

Il 2020 comincia nel peggiore dei modi per la Scandone Avellino che viene letteralmente massacrata dalla Special Day Virtus Valmontone. Successo meritato per 98-63 quello ottenuto dalla squadra guidata dall’ex Alex Righetti che conquista il quinto successo interno su otto gare e si allontana sempre di più dalla zona playout dove restano Marzaioli e soci che chiudono il girone d’andata senza aver vinto nemmeno una volta lontano dal PaladelMauro. E col terzultimo posto in classifica che resta tale.

Il tabellino del match

L’arrivo in ritardo del roster biancoverde posticipa di qualche minuto la palla a due del match. E lo si nota immediatamente in quanto i padroni di casa producono un 8-0 di parziale propiziato dai tre canestri nel primo tempo di Misolic. Gli ospiti riescono a replicare con Rajacic (schierato da ala forte titolare in virtù dell’assenza di De Leo) e Locci. Erkmaa – che da domani sarà un giocatore della Gevi Napoli in serie A2 – riesce ad accorciare ulteriormente le distanze sul 12-8 prima di lasciare il campo gravato di due falli a Cherubini. La Virtus testa le qualità balistiche degli avversari con la zona che viene bucata da Ondo Mengue. Dall’altra parte fanno lo stesso Caridà e Bisconti mentre Scodavolpe dalla lunetta regala la doppia cifra di vantaggio (26-15). Marzaioli ed Ondo Mengue producono un 6-0 di break che spinge Righetti a fermare il gioco. Santini e Bisconti ci mettono una pezza ma l’antisportivo guadagnato da Bianco non viene sfruttato nel migliore dei modi. Valmontone, al contrario, ottimizza il fallo tecnico fischiato a De Gennaro riprendendo in mano il controllo del match. Avellino fatica visibilmente in difesa nel proteggere il proprio canestro. A trovare spazio c’è anche Iovinella che insacca due preziosi tiri liberi.

Al rientro dagli spogliatoi la Scandone schiera Ondo Mengue da ala forte e sembra accompagnata da buoni propositi tanto da riportarsi sotto fino al 47-41. Il tutto viene annullato con una costante puntualità da uno scatenato Caridà che piazza tre triple che tagliano letteralmente le gambe agli avversari che col passare dei minuti vedono scappare Valmontone presa per mano dai vari Bisconti e Scodavolpe che manda al bar i lunghi irpini. Per la Virtus è tutto troppo facile tanto da arrivare al di sopra delle venti lunghezze di vantaggio (69-43). Avellino paga la crisi prolungata di canestri e di una idea di gioco affidandosi alla fretta di tirare e ritornando ad essere l’inguardabile squadra in trasferta di inizio campionato. E viene così nuovamente punita ad inizio quarto periodo quando Caridà e Ugolini allargano la forbice fino al + 41 (88-47). Uno spettacolo indegno che non merita il popolo biancoverde. Chi pensava che il fondo fosse stato toccato nei mesi scorsi è stato smentito. A pensarci è stata Valmontone.

 

 

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