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Si può fare perché… (di Alfredo Bartoli)

E finalmente vennero le Final Eight. Le uniche parole che davvero infiammano lo sportivo avellinese in materia di basket, perché le Final Eight di Coppa Italia hanno messo, per sempre, sulla mappa dello sport nazionale, la città di Avellino, i suoi due colori, la passione della gente d’Irpinia. Chi, il 10 febbraio 2008, non era in tribuna a piangere di gioia all’allora PalaMalaguti di Casalecchio, si trovò coinvolto in una sfilata fuori stagione a festeggiare un trionfo di cui, probabilmente, fino a cinque secondi prima non aveva neanche conoscenza. Da quella sera, Avellino è diventata più “baskettara” con tutti i pro e i contro che la cosa ha comportato. Tra i pro, c’è sicuramente la domanda che tutti gli sportivi avellinesi si pongono intorno a fine gennaio: “Ma la Scandone la gioca la Coppa Italia?”. Ebbene, dopo due anni di risposte negative, possiamo finalmente rispondere in maniera positiva: la Scandone quest’anno torna alle Final Eight, torna a competere per l’unico trofeo nazionale che ha in bacheca, torna a mostrare a tutta l’Italia i due colori più belli del mondo e la sua tifoseria appassionata, numerosa e festosa. Ci tocca Milano, la squadra più forte del gruppo, quella che ha fatto 14 vittorie consecutive in campionato, la vincitrice designata di tutte le competizioni organizzate sul suolo italico. E allora perché tanta attesa attorno ad una partita che pare già segnata? Innanzitutto perché la Scandone è a Desio. Meritatamente o meno, ci interessa poco, perché i biancoverdi sono lì dove avrebbero voluto essere altre squadra con lo stesso obiettivo (Cantù e Roma ad esempio). Ma ci sono anche altri motivi che rendono questa vigilia carica di speranza e di buone sensazioni. A noi ne vengono in mente almeno altri dieci: Si può fare perché il basket è lo sport più imprevedibile del mondo e, in quanto tale, non sempre vince il più forte… Si può fare perché le Final Eight sono una competizione diversa da tutte le altre. Sono come un torneo di tennis: c’è il tabellone, le teste di serie e, soprattutto, chi perde non ha possibilità di rientrare. E’ una partita secca dove può succedere di tutto… Si può fare perché la pressione è tutta su quelli più forti che, da tutti sono stati indicati come vincitori designati ma, in realtà, devono ancora vincere. E se in campionato ci sono 30 giornate e 3 lunghe serie play off per recuperare ogni eventuale errore, qui no. Se sbagli sei fuori e a tutti può capitare una giornata storta… Si può fare perché lo dice la storia. E, con precisione, il 18 febbraio 2010 ad Avellino e l’11 febbraio 2011 a Torino: due quarti di finale in cui l’underdog Scandone ha sconfitto la superfavorita Milano. Esattamente come adesso… Si può fare perché la Scandone dalla sua parte avrà la, solita, urlante, appassionata tifoseria che, anche se in numero minore rispetto ai lombardi (ma di questo non ne siamo sicuri), farà sicuramente sentire il suo appoggio… Si può fare perché tutta l’Italia del basket tifa per i biancoverdi e tutti sperano che i lupi caccino via Milano dalla competizione… Si può fare perché essere Davide dà motivazioni ed emozioni più belle rispetto all’essere Golia. L’adrenalina sale, si sente la voglia d’impresa, di dimostrare qualcosa e, perché no, anche di vincere i premi che la società mette in palio in caso di passaggio del turno… Si può fare perché il 95-78 di lunedì scorso ha dato comunque sensazioni positive o, per lo meno, migliori rispetto a quelle dell’ultimo, sciagurato, periodo… Si può fare perché Banks in questo momento vede il canestro come una vasca da bagno, perché Anosike vuole dimostrare di essere più forte di Samuels, perché Hanga sa che questa può essere l’ultima occasione per dimostrare di essere un giocatore da Eurolega, perché Harper, oltre ha portare il talento di cui dispone, prima o poi dovrà portare anche le palle(intese come attributi), perché Gaines vorrà pure dimostrare, dopo 6 mesi, di essere leader anche contro squadre diverse da Pistoia o Caserta (con tutto il rispetto), perché Cavaliero vuole essere di nuovo protagonista come 7 anni fa, e stavolta coi gradi di capitano, perché Cadougan, Cortese, Trasolini e Lechtaler vogliono dimostrare che poi non sono così inutili… Si può fare perché lo dice la storia della Scandone. E non penso che ci sia bisogno di aggiungere altro…


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