Sidigas, che show al PalaMaggiò. Caserta è travolta 91-105

La marcia vincente della Sidigas Avellino non conosce ostacoli. La truppa di Vitucci passa anche al PalaMaggiò, condannando la Pasta Reggia Caserta alla dodicesima sconfitta stagionale, la seconda casalinga dopo quella con Varese. Quattro, invece, sono i punti che la Scandone ha raccolto dal doppio impegno esterno (domenica scorsa il successo a Pistoia). Mattatore della serata Sundiata Gane: l’ex regista degli Utah Jazz è stata la vera spina nel finaco per la difesa dela formazione di Terra di Lavoro con 28 punti, 6/8 Da due punti, 5/10 da tre punti con un rotondo 29 di valutazione. Ai padroni di casa non sono bastati i 13 punti uscendo dalla panchina di Michele Antonutti. A rompere il ghiaccio è Sundiata Gaines che con una tripla ed un contropiede prova sd incnalare la partita sui giusti binari. Caserta, spinta dal calore di un PalaMaggiò delle grandi occasioni, prova a riavvicinarsi prima con la tripla di Scott e qualche istante dopo con Vitali per il momentaneo 6-9. Palla sotto canestro ad Anosike ed il centro di origini nigeriano fa il vuoto nel pitturato, dominando in lungo e largo Dejan Ivanov. Banks è una scheggia in transizione e coach Esposito deve chiamare il primo timeout della sua stagione. Il minuto di sospensione non cambia l’inerzia in campo: la Pasta Reggia continua a perder palloni su palloni e la Sidigs ringrazia, convertendo in punti ogni occcasione persa. Sam Young è un’ombra sul parquet. Sale il tassametro dei punti per la Scandone con l’ottavo punto di Gaines che vale il + 10 per gli irpini (8-18). La rapida circolazione di palla su linee esterne e la maggiore decisione in attacco dei biancoverdi consente a Hanga di piazzare ua comoda per la tripla del 14-21. Torna a farsi sentire anche Banks che riporta avanti i suoi di altre cinque lunghezze prima che Harper con un piazzato dalla media e Gaines nell’autostrada di maglie bianconere va a depositare il + 17 (14-31) che fa scattare il secondo campanello per la panchina casertana. Nel finale di primo periodo Antonutti e Young tengono accese le speranze di rimonta che premia la Scandone al suono della prima sirena (19-31). Esposito affida la cabina di regia a Chapin: l’ex Varese è il motore propulsore della remuntada della Pasta Reggia che col passare dei minuti prende le misure in difesa e con un gioco da tre punti di Vitali riesce a ricucire lo strappo fino al – 7 (28-35). Le seconde linee della Sidigas non riescono a tenere il passo dei titolari: Avellino paga l’assenza di un intimidatore in area, esponendosi alle penetrazioni degli esterni avversari col doppio numero quattro (Harper – Trasolini). Vitucci lo intuisce e decide di riordinare le idee ai suoi, chiamando sospensione. Ne consegue un ritorno in campo con tutt’altro appiglio per Cavaliero e soci che piazzano immediatamente un controbreak di 5-0 (28-40 al 14’). La forbice per i biancoverdi si allarga azione dopo azione, bravi a punire ogni minimo errore della retroguardia della Pasta Reggia Caserta che difende poco (81% da due concesso) e attacca male, rendendo il compito più semplice ad Avellino che aggiorna il vantaggio sul tabellone del punteggio ( 35-55). La tripla di Antonutti è una manna dal cielo per una Caserta tramortita all’intervallo lungo (44-59). Il primo canestro del terzo periodo è un comodo appoggio di Ivanov. Caserta, tuttavia, deve fare i conti con un Gaines ispirato da tre punti che respinge indietro l’offensiva avversaria. Si sveglia un abulico Sam Young che gonfia la retina dalla lunga distanza ma l’illusione di un rientro in gara resterà tale perché prima Harper e poi Banks confermano l’ottima percentuale da due punti (20/25 a metà del terzo quarto) che mette il turbo nell’attacco avellinese che ringrazia ancora una volta un Gaines che punisce da dietro l’arco da tre punti la Pasta Reggia (quinta conclusione della serata) e con un rapido contropiede coast to coast (dopo una precedente realizzazione di Vitali) chiuso col tiro libero aggiuntivo (58-73). La Scandone ha davanti a sé tante praterie lasciate libere e nemmeno la difesa a zona ordinata da Esposito limita la macchina offensiva ospite che con Hanga tocca le diciannove lungheze di vantaggio (61-80). Nell’ultimo periodo Avellino non deve altro che amministrare il divario costruito in precedenza. La Juve ha una reazione di orgoglio, riportandosi a due giri di lancette dall’ultima sirena sul – 12 (89-101) ma è sempre Gaines a mettere la parola fine ad un derby da incorniciare per la Sidigas che fa festa grande per il 91-105 finale e con una classfica che sorride giornata dopo giornata al lupo.

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