Sidigas, “non ci resta che piangere”

Manca solo il verdetto della matematica ma l’obiettivo playoff può ritenersi pressoché sfumato per la Sidigas Avellino che sabato in terra pugliese è incappata nel secondo stop di fila, l’ennesimo di questa controversa stagione. Tanti incidenti di percorso a tre giornate dal termine delle ostilità con lo spauracchio che questo campionato verrà ricordato come un vero e proprio flop.

A Brindisi la squadra biancoverde ha mostrato in diretta nazionale tutti i suoi pregi e difetti: grande potenziale offensivo; l’abuso del tiro da tre punti (un difetto sottolineato da più parti nello scorso autunno); la classe di Lakovic con le sue conclusioni dall’arco dei tre punti ma, al tempo stesso, le sue note pecche in fase difensiva; i tanti rimbalzi offensivi concessi agli avversari. Il PalaPentassuglia consegna, tuttavia, un rinato Je’kel Foster, bravo a togliere la scena a Jarvis Hayes, fratello gemello del giocatore visto nel girone d’andata. 0/5 al tiro dai 6,75 metri che va a sommarsi all’1/6 nell’ultima partita contro la Granarolo Bologna: un 1/11 che ha confermato ancora una volta il limite maggiore dell’ex ala dei Detroit Pistons.

Al cospetto dell’Enel, l’aspetto che ha sorpreso di più tifosi e addetti ai lavori è stata la reazione nel quarto periodo quando la Scandone aveva accumulato un ritardo sul tabellone di ben dodici lunghezze (62-50). Una rimonta che ha mostrato l’orgoglio di un gruppo a cui la società qualche settimana fa aveva chiesto di «chiudere nel migliore dei modi» la stagione. Peccato che a complicare le cose per la Sidigas sia stata la stessa formazione irpina coi due falli tecnici, rivelatesi un vero e proprio boomerang, fischiati a Lakovic e Goldwire. Se lo sloveno ha voluto usare il cosiddetto “mestiere” con le giacchette grigie in una fase decisiva del match (pagata poi a caro prezzo); la chiamata all’ex Jesi è apparsa un regalo gratuito (e ingenuo) a Dyson e soci, con l’americano di Bucchi che ha castigato Avellino con una magia da ben oltre i sette metri stampata in faccia a Cavaliero, alla terza gara nelle ultime quattro ben oltre i trenta minuti di impiego.

Trentadue i tiri da tre punti presi nella trasferta nell’impianto di Contrada Masseriola. Lo stesso numero di tentativi (sarà un caso) della gara andata  del 26 dicembre scorso, il massimo in questo torneo, che non ha premiato i ragazzi di patron De Cesare ma che, al contrario, ha evidenziato un’eccessiva inclinazione ad un fondamentale del gioco a discapito di altri.

Chi ha brillato nel turno Pasquale è stato Je’kel Foster. I 14 punti, alcuni dei quali arrivati nel quarto periodo, hanno sbloccato psicologicamente la guardia –ala statunitense con qualche mese di ritardo. Una parziale rivincita che dovrà esser confermata nei prossimi tre, e presumibilmente, ultimi appuntamenti.

Il calendario riserva gli impegni casalinghi con la capolista EA7 Milano (posticipata a giovedì 1 maggio alle 20:30, match per cui è stata indetta “La giornata biancoverde”) che giungerà in Irpinia invischiata nella serie playoff d’Eurolega contro il Maccabi Tel Aviv (le trasferte delle “scarpette rosse” in Israele potrebbero far sentire il loro peso da questo punto di vista). Seguirà la visita alla Sutor Montegranaro che, come già avvenuto contro Brindisi, venderà cara la pelle per ottenere punti salvezza. E c’è da scommetterci che le maggiori motivazioni assumeranno la giusta valenza. Infine il congedo con la Grissini Bon Reggio Emilia: una data che segnerà, a detta di molti, la fine di un ciclo e la ripartenza in vista della nuova annata. Non prima di una necessaria e seria presa di coscienza sui diversi errori commessi da squadra e società, chiamata a riscattarsi nell’immediato futuro. Programmazione della prossima stagione e mercato sono dietro l’angolo.

Davide Baselice

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